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Sito Pleistocene Casal de Pazzi compie 40 anni, conferenze all’Ara Pacis

Roma – Scoperto nel 1981 nel quartiere di Roma di Rebibbia, il giacimento pleistocenico di Casal de’ Pazzi è stato tra i primi siti pleistocenici scavati scientificamente nell’agro romano assieme a La Polledrara di Cecanibbio. Dal 2015 è aperto al pubblico nell’ambito del Sistema Musei di Roma Capitale, rappresentando un importante polo culturale per la periferia est di Roma e uno dei pochi esempi in Italia e all’estero di deposito preistorico musealizzato.

L’area laziale, caratterizzata anche da altri fondamentali rinvenimenti pleistocenici, si conferma come un territorio ricco di testimonianze di una fase cruciale della preistoria umana, continuando, ancora oggi, a riservare sorprese.

L’iniziativa 40 anni di Casal De’ Pazzi. Il sito nel contesto archeo-paleontologico del Pleistocene tra 400.000 e 40.000 BP, ispirata da questa ricorrenza, è l’occasione per riflettere sul futuro con studiosi italiani e internazionali, rivolgendo uno sguardo verso nuovi obiettivi e progetti, in un momento storico denso di nuove scoperte archeologiche e innovazioni scientifiche nell’ambito delle metodologie di ricerca sul Pleistocene euroasiatico.

La conferenza si svolge il 30 e il 31 marzo e il 1° aprile nell’Auditorium del Museo dell’Ara Pacis ed è organizzata da Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali e Soprintendenza Speciale Archeologia, Belle Arti e Paesaggio di Roma con il patrocinio di Accordia Research Institute; Aiaz (Associazione Italiana di ArcheoZoologia); Aiqua (Associazione Italiana per lo studio del Quaternario); Cnr-Ispc (Centro Nazionale delle Ricerche – Istituto di Scienze del Patrimonio Culturale); Icom Italia (International Council of Museums – Italia); Iipp (Istituto Italiano di Preistoria e Protostoria); Isipu (Istituto Italiano di Paleontologia Umana); Isita (Istituto Italiano di Antropologia); Polo Museale Sapienza; Sapienza Università di Roma; Università degli Studi di Roma “Tor Vergata”; Municipio IV di Roma; e con il supporto di Zètema Progetto Cultura.

Le tre giornate si articolano in quattro sessioni tematiche: la prima, il 30 marzo, sul tema Casal de’ Pazzi a 40 anni dalla scoperta: storia e prospettive di ricerca, ha l’obiettivo di fare il punto sugli studi avviati negli Anni 80 e 90 del secolo scorso e stimolare una discussione sul potenziale scientifico del sito per elaborare progetti di ricerca basati su nuovi approcci metodologici multidisciplinari, anche alla luce dei dati emersi durante la campagna di scavi svolta nel 2013.

La seconda sessione, Le nuove frontiere della ricerca sul Pleistocene: teorie, metodi e discipline, intende raccogliere esperienze di applicazione concreta di metodi di ricerca innovativi su siti e/o materiali del Pleistocene, applicabili anche allo studio di altri contesti sia già studiati sia recentemente scoperti.

La terza sessione, Il mondo al tempo dei Neanderthal: uno sguardo sui siti del Pleistocene euroasiatico, che si svolge il 31 marzo, si propone di mettere a confronto la notevole mole di informazioni ricavabili dai siti archeologici euroasiatici con una particolare attenzione a quelli italiani.

La quarta e ultima sessione, il 1° aprile, affronta il tema Comunicare il Pleistocene: esperimenti ed innovazione in Italia e nel mondo, presentando esperimenti di musealizzazione e comunicazione innovativa in ambito preistorico con particolare riferimento al Pleistocene. Al termine di ogni sessione è prevista una discussione sui temi proposti. (Agenzia Dire)