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Sogin, Fontani: Lazio ‘baricentrico’, bene per trasporto rifiuti nucleari

Roma – Nell’individuazione del sito del futuro deposito unico nazionale per i rifiuti radioattivi, la legge 31 da’ mandato a Sogin “di definire classi di idoneita’ su basi economiche, logistiche e di presenza sul territorio di altre attivita’ come colture agricole”.

Cio’ detto, in relazione al trasporto dei rifiuti dai “20 siti” dove si trovano oggi, alcuni in condizioni “non delle migliori” mentre in altri sono “ottime”, risulta “preferibile avere meno distanza da dove ci sono i rifiuti”. Da questo punto di vista “il Lazio e sicuramente quello piu’ interessante perche’ baricentrico sul territorio nazionale”.

Emanuele Fontani, amministratore delegato Sogin, lo dice nel seguito dell’audizione alle commissioni riunite Ambiente e Attivita’ produttive della Camera sulla pubblicazione della Carta nazionale delle aree potenzialmente idonee (Cnapi), ai fini della realizzazione del deposito nazionale per il combustibile irraggiato e dei rifiuti radioattivi.

Per quel che riguarda i motivi per cui non si considerano ottimali le aree dove si trovavano le vecchie centrali nucleari italiane, ai fini della loro idoneita’ ad ospitare il deposito, “le centrali dovevano essere in prossimita’ di corsi d’acqua, fiumi o mari, questo e’ il motivo per cui sono escluse dai criteri di individuazione del deposito”, spiega Fontani, che dovra’ essere lontano dall’acqua, quindi l’esclusione deriva “non da un accordo con i territori ma da una motivazione tecnica”.