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Sovrintendenza: planetario riaprirà a settembre-ottobre

Roma – Dopo 6 anni di chiusura, il Planetario del Museo della Civilta’ romana riaprira’ tra settembre e ottobre, mentre la famosa sala del Plastico della Roma arcaica potrebbe riaprire nella primavera successiva, o comunque “nell’arco dello stesso anno scolastico”. A scandire i tempi del ritorno alla citta’ di un polo culturale di primissimo ordine, oggi votato al degrado e al decadimento delle strutture, e’ direttamente la sovrintendente ai Beni culturali di Roma Capitale, Maria Vittoria Marini Clarelli, nel corso di una commissione Cultura convocata sul tema.

“A seguito della nostra ultima commissione al riguardo, a settembre dello scorso anno, volevamo fare un sopralluogo per verificare la conclusione del collaudo degli impianti. Ma non e’ stato possibile per un ritardo. Questa commissione pero’- ha detto la presidente della commissione Cultura, Eleonora Guadagno- ha continuato a seguire la vicenda, recuperando gia’ in precedenza fondi per i lavori pari a 421mila euro. Oggi chiediamo rassicurazioni sullo stato dell’arte”.

Chiusi dal 2014 per mancata sicurezza strutturale, Planetario e Museo della civilta’ romana, esteso per 14mila 900 metri quadrati, avrebbero bisogno di lavori “ingenti” per “forti lesioni strutturali” che negli anni hanno portato a infiltrazioni di acqua, mettendo a rischio struttura e opere. Messi nero su bianco dall’architetto progettista della Sovrintendenza, gli interventi costerebbero quasi 10 milioni di euro (9,8 milioni di euro). “Se la fattibilita’ del progetto venisse approvata dalla Giunta, ci permetterebbe l’attivazione del mutuo e di conseguenza la progettazione, per cui servirebbero circa 600mila euro, nel 2021 e la gara con l’inizio dei lavori nel ’22”.

Nel frattempo, pero’, anche per via delle pressioni dei comitati di cittadini presenti anche oggi in commissione, l’obiettivo della Sovrintendenza “e’ partire con una riapertura parziale. Partiamo con il Planetario che e’ il piu’ semplice da aprire. La calendarizzazione c’e’ e la previsione di riapertura e’ autunnale, tra settembre e ottobre- cosi’ la sovrintendente Marini Clarelli- sempre che le tappe dei finanziamenti a livello di variazione di bilancio siano rispettate. Al momento non ci sono elementi di pessimismo”.

E se il collaudo degli impianti si concludera’ “a fine gennaio e i dipendenti potranno rientrare nella struttura”, per quanto riguarda gli interventi gia’ andati in gara per il Planetario, con un importo di 610mila euro, si tratta di sanare i cornicioni e i travertini esterni, di rifare le biglietterie, i bagni, dare la tinteggiatura alle pareti, pulire i pavimenti, rifoderare le poltrone e adeguare gli impianti di climatizzazione e antincendio. Piu’ articolato, invece, il progetto per la riapertura del Museo, che vede come prima tappa la riapertura della sala del Plastico “per la primavera del 2021. Se riusciamo a portare in approvazione della Giunta il progetto entro aprile o maggio- ha detto Marini Clarelli- nella prima variazione di bilancio faremo la richiesta dei fondi e se verra’ approvata procederemo con la gara subito dopo l’estate”.

Per il resto del Museo, la Sovrintendenza pensa anche a un “aggiornamento culturale che non vuol dire che il museo debba essere stravolto, ma va depoliticizzato e va riletto nell’oggi il termine di ‘civilta’ romana’”. Nell’attesa di una completa restituzione del Museo della Civilta’ romana “vorremmo cercare di coinvolgere la cittadinanza anche nell’aggiornamento culturale del museo”.

Ma i Comitati per la riapertura del Planetario e del Museo non ci stanno: “La citta’ sconta 6 anni di ritardo, sono 72 mesi, ci stiamo facendo vecchi”, “e’ assurdo aprire il Planetario e non il Museo, sono anni che andiamo li’ a pulire il piazzale abbandonato”. E se “l’impegno dell’assessorato e’ altissimo su questo”, anche la commissione, con Guadagno, spera di “vedere questo obiettivo realizzato prima della conclusione del mandato”.