Stazione Tiburtina, concerto natalizio di pianoforte

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Roma – Un pianoforte al centro del marciapiede, vicino alle pensiline dell’autobus, appena fuori l’uscita est della stazione Tiburtina. Proprio qui, dove molti migranti trovano riparo durante la notte, l’associazione Baobab experience organizza un concerto di Natale diverso dagli altri: a suonare sara’ Francesco Taskayali, pianista e compositore italo-turco, che portera’ i suoi brani ai migranti che non hanno una casa e che si trovano di passaggio a Roma.

“I migranti gia’ di loro sono invisibili, e a Natale lo sono ancora di piu’ – commenta Taskayali -. Quella della stazione Tiburtina e degli accampamenti informali di migranti e’ una realta’ che conoscevo poco e che mi ha colpito moltissimo: si tratta di persone che dormono al freddo proprio di fianco a noi, nei luoghi che frequentiamo ogni giorno, ma di cui nessuno sembra accorgersi. Ho suonato anche sulle navi quarantena, negli ospedali, nelle carceri: c’e’ tanta ingiustizia al mondo, ci sono disuguaglianze mostruose, ma pare che continuiamo a non vedere e a vivere in una bolla. Spero che la mia musica possa portare un po’ di attenzione in un luogo solitamente poco illuminato”.

Per il momento ci sono un centinaio di persone che dormono nei pressi della stazione Tiburtina, ma il numero varia molto a seconda del periodo. “Ora, con il blocco dovuto al Covid fino al 7 gennaio, molte persone resteranno bloccate qui e ci aspettiamo un aumento – spiega Andrea Costa, presidente dell’associazione Baobab experience -.

“Molti arrivano dagli sbarchi e si fermano a Roma per un paio di giorni per rifocillarsi e proseguire il cammino. Altri sono richiedenti asilo, o persone a cui e’ stata concessa la protezione internazionale che pero’ sono rimaste escluse dal circuito dell’accoglienza: gia’ i posti sono pochi, con l’emergenza sanitaria e l’obbligo di distanziamento il numero si e’ ridotto ancora e molti si sono trovati in strada. Ma ci sono anche i cosiddetti ‘dublinati’, migranti che sono transitati dall’Italia e poi hanno provato ad entrare in altri paesi, ma sono stati rimandati indietro”.

In questo contesto, l’associazione Baobab experience offre servizi di prima accoglienza e mette a disposizione un infopoint per fare un primo inquadramento giuridico e indirizzare la persona presso lo sportello legale, sanitario o per il lavoro. “In Tiburtina portiamo da mangiare, vestiti puliti, scarpe, biancheria e prodotti per l’igiene – racconta Alice Basiglini, volontaria dell’associazione -. Quello e’ un momento di incontro, in cui avviciniamo le persone e cerchiamo di capire le loro necessita’, per poi indirizzarle ai nostri sportelli”.

Molte delle persone che dormono in stazione sono uomini soli, ma sempre piu’ stanno arrivando anche famiglie con bambini: “In quel caso lavoriamo in raccordo con il Comune di ROMA, per assicurare loro un alloggio sicuro per la notte – continua Basiglini -. Ieri, ad esempio, abbiamo incontrato una donna somala con cinque bambini, che non hanno trovato un posto in cui stare: cosi’ abbiamo attivato le nostre reti, per evitare che dormissero al freddo”.

La situazione con il Covid e’ ancora piu’ complessa: chi dorme in stazione come puo’ mantenere il distanziamento sociale, igienizzarsi le mani, tenere sempre la mascherina? È l’associazione Baobab, insieme a altre organizzazioni come Medu e Sanita’ di frontiera, a monitorare la situazione, distribuendo mascherine e gel igienizzante, accompagnando le persone a fare i tamponi e traducendo le normative nelle varie lingue. E poi c’e’ la continua minaccia degli sgomberi: periodicamente, infatti, la polizia ferma alcuni migranti, li carica sulla camionetta e li porta all’ufficio immigrazione a fini identificativi. Poi arriva l’Ama a gettare via le coperte e i pochi averi di queste persone.

“Succede spesso, a volte anche 2 o 3 volte in una settimana – racconta Basiglini -. Ed e’ stato ancora peggio quando abbiamo provato a distribuire tende per dormire piu’ riparati durante la notte: ci siamo anche organizzati per toglierle prima delle sei di mattina, quando comincia la vita della stazione, ma non e’ bastato. Lo sgombero e’ avvenuto comunque”.

Oggi alle 17:30 il concerto avverra’ proprio nel piazzale all’aperto dove queste persone si rifugiano per la notte: verra’ rispettato il distanziamento sociale e verranno distribuite mascherine. “A Natale si sentono tante belle parole e si celebra la nascita di un bambino, in una grotta: anche qui abbiamo tanti bambini, che pero’ non ricevono accoglienza – conclude Andrea Costa – . Continua a esserci un vuoto da parte delle istituzioni, che sta venendo colmato dal basso, dalla cittadinanza, dalle reti informali. Ma cosi’ non puo’ funzionare: dove sono le autorita’? Dove sono i governi? Siamo paurosamente in ritardo, e ci stiamo rendendo complici di una cosa terribile”.

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