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Strana disputa sul nuovo capo dell’Aifa

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Strana disputa sul nuovo capo dell’Aifa –

I dubbi, analogamente alla depressione, nella maggior parte degli esseri viventi, risultando scritti sin dalla nascita nel loro personale patrimonio genetico, non destano più alcuna meraviglia in nessuno.

Quelli amletici, come il nostro, da cui siamo stati di recente prepotentemente assaliti, invece no.

Ve lo sottoponiamo, con la speranza di lumi chiarificatori di lettori, che ci evitino una precoce follia.

Luca Lotti

Luca Lotti

Ma vi pare ragionevole che persone, già indagate per vicende poco chiare da parte della magistratura, si infilino in un’altra vicenda, dai contorni ancora meno definiti, quali quella della nomina del presidente Aifa, la potente Agenzia del Farmaco italiana?

Secondo il battagliero quotidiano nazionale cartaceo “La Verità”, infatti, l’attuale indagato ministro per lo Sport, Luca Lotti, ed il presidente di Ala, il condannato in primo grado Denis Verdini, starebbero agitandosi, in maniera più che scomposta, per bloccare la candidatura alla presidenza AIFA di Giuseppe Remuzzi, scienziato di fama internazionale ed attuale direttore della ricerca dell’Istituto di Ricerche Farmacologiche “Mario Negri” di Bergamo, per sostituirlo con altra persona (Carlo Gaudio, ordinario di Cardiologia a Roma e fratello del rettore della Sapienza) loro più gradita.

Ora, a parte il fatto che non si comprende cosa c’entri il ministro dello Sport con il Farmaco e la Sanità, il porre poi veti ed influenzare una nomina non di competenza, lascia ancor più attoniti, in costanza di svolgimento del processo Consip.

I magistrati giudicanti del caso Consip, infatti, non  dovrebbero certamente trarre impressioni particolarmente positive nei loro confronti, dato il ripetersi delle situazioni e per l’evidente analogia comportamentale.

Il fatto certo è, allo stato dei fatti, che il ministro Lotti se ne infischia altamente dei giudizi di magistrati ed opinione pubblica e che, insieme al suo amico Verdini, continua imperterrito nella sua opera di colonizzazione delle istituzioni pubbliche, per conto del suo grande sponsor ed amico ex premier.

In conclusione, però, il dubbio rimane amletico ed ancora di difficile soluzione.

Ma che razza di paese è questo dove si continua indecentemente ad agire politicamente nell’interesse dei soliti noti, senza che nessuno, tra ministro della Sanità, Beatrice Lorenzin, Conferenza Stato Regioni, Regioni o magistratura, osi o riesca a porvi un serio ed adeguato rimedio?

Pier Francesco Corso

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