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Taglio dei vitalizi: tutto ciò che c’è da sapere

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Se ne parlava già nella scorsa legislatura. Adesso, con la formazione del nuovo Governo, l’insediamento dei parlamentari, la nascita delle Commissioni e soprattutto la nomina dei tre segretari d’Aula, la delibera sul taglio dei vitalizi torna a cavalcare l’onda ed è già fresca di stampa sul tavolo del Presidente della Camera, Roberto Fico. Pronta per entrare in vigore dal prossimo 1° novembre. Da tempo, il Movimento 5 stelle aspettava questo momento ed ora finalmente il grande giorno è arrivato. Ma come funziona il provvedimento e chi verrà toccato?

Si parla di taglio netto, che arriva addirittura fino all’82,2%. Ma andiamo con ordine per capire meglio. I vitalizi erogati ad ex deputati della Camera sono in tutto 1.405; di questi, 1.338 saranno ricalcolati, mentre per gli altri 67 c’è un sospiro di sollievo. Chi verrà toccato maggiormente e in maniera retroattiva saranno in totale 11 che vedranno una riduzione dal 50 all’80%, mentre per gli altri 786 sono previste riduzioni più contenute, tra il 20% e il 50%. Il vitalizio minimo sarà pari a 980 euro e a riceverlo saranno i deputati che hanno concluso una sola legislatura. Coloro che subiranno una decurtazione superiore al 50% riceveranno un assegno minimo di 1470 euro. Una misura che, se così approvata, dovrebbe portare ad un risparmio di circa 40 milioni di euro. Chi godeva fino a poco tempo fa del vitalizio seguendo il metodo retributivo, dall’entrata in vigore del provvedimento seguirà il nuovo sistema che calcolerà l’ammontare solo sulla base del sistema contributivo. Si risolverà anche la questione dei vitalizi di reversibilità: le vedove di lungo corso di ex parlamentari non dovrebbero subire effetti negativi dalla riforma.

Scaduto giovedì 28 giugno u.s. il termine ultimo per presentare gli emendamenti prima di procedere alla votazione che avverrà tra il 9 e il 13 luglio.

Non sono mancate ovviamente le polemiche soprattutto da parte dell’Associazione degli ex parlamentari che ha inviato a tutti i membri dell’Ufficio di presidenza della Camera una diffida stragiudiziale per bloccare la delibera. Il presidente Antonello Falomi è molto deciso sul da farsi: “Ci batteremo in tutte le sedi per impedire che questo obbrobrio costituzionale venga perpetrato” dichiara. Si tratta di “una gigantesca presa in giro degli italiani, a cui si sta vendendo una merce propagandistica avariata”. E ancora prosegue: “E’ un monumento alla illegalità costituzionale” perché “non si può applicare retroattivamente” il metodo contributivo introdotto dalla legge Dini del 1996 “a persone che sono andate in pensione prima di questa legge”. Poi in riferimento all’incontro avuto con Roberto Fico afferma che sono stati ricevuti dal presidente della Camera e dai collegi dei questori di Camera e Senato ma “con una interlocuzione pari a zero: i nostri argomenti sono stati semplicemente ignorati”. “Abbiamo chiesto di disporre di tutta la documentazione istruttoria” ma, “non ci è stato dato il più piccolo pezzo di carta”.

Di Maio dichiara che quella di mercoledì è stata una giornata storica. “Si Parla di privilegi rubati non di diritti acquisiti”. Una proposta che arriva in un momento molto delicato, dopo che l’Istat ha pubblicato i dati sulla povertà del paese. Gli italiani che vivono sotto la soglia di povertà e che non riescono a comprare da mangiare, sono 5 milioni. Mentre quelli che non riescono ad arrivare alla metà del mese, sono 9 milioni e 368 mila. E’ il dato più alto dal 2005.

Cosa accadrà realmente se questo provvedimento entrerà in vigore? E se invece alla fine dei giochi tutto si risolverà in una bolla di sapone? Non ci resta che aspettare. Ma sappiamo che la pazienza è una virtù che appartiene solo ai forti.

Silvia Roberto

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