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Terrorismo: A Roma vertice polizie UE

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Roma – “Incrementare il controllo del territorio ed ottimizzare l’uso delle banche dati, possono rivelarsi il vero valore aggiunto per anticipare e disinnescare la minaccia criminale, soprattutto quella terroristica”. A chiarire gli orizzonti investigativi di lotta al terrorismo in chiave transnazionale e’ il Prefetto Nicolo’ D’Angelo, direttore centrale della Polizia Criminale, che questa mattina e’ intervenuto all’undicesima riunione dell’ECPN, la Rete di Polizia Delle capitali europee, che si e’ tenuta presso la Scuola superiore di Polizia di via Vanvitelli a Roma.

All’annuale appuntamento hanno preso parte i maggiori rappresentanti delle forze di polizia delle Capitali europee. Per la citta’ di Roma erano presenti il Questore Guido Marino e il Comandante provinciale dei Carabinieri, il Colonnello Francesco Gargaro.

Al tavolo hanno partecipato i rappresentanti per la sicurezza di 11 capitali europee, ed esperti provenienti da Paesi come Belgio, Francia, Germania, Estonia, Paese Bassi, Portogallo, Svezia e Svizzera.

“La riunione consente di condividere le migliori prassi e le esperienze acquisite nei vari Paesi nella lotta alle forme piu’ gravi della criminalita’ ed al terrorismo”, ha spiegato D’Angelo.

Da questo punto di vista l’Italia fa la parte del leone grazie a numeri definiti “importanti” dagli stessi esperti di sicurezza internazionale. Attraverso l’adesione ai sistemi di Interpol e Europol, il nostro Paese ha stretto accordi con piu’ di 190 Paesi creando una rete utile per l’interscambio di dati e informazioni.

Sono invece piu’ di 30 gli esperti per la sicurezza o “ufficiali di collegamento” su cui l’Italia puo’ contare all’estero per indagini che vanno oltre i confini nazionali.

Un ruolo fondamentale e’ rivestito dal sistema di accesso alle banche dati internazionali che permette agli ufficiali di polizia di poter consultare e controllare nomi e casellari di cittadini stranieri accedendo direttamente agli archivi dei rispettivi paesi di origine.

“L’Italia su questo fronte e’ stato tra i primi Paesi ad aver voluto la rete di scambio”, ha spiegato all’Agenzia Dire, il primo dirigente di Polizia di Stato, Antonio Montanaro.

Per capire quanto la rete tra banche dati internazionali sia divenuta importante in funzione dell’incremento delle emergenze legate al terrorismo e ai flussi migratori, basti pensare che l’Italia riceve circa 1.000 richieste di collaborazioni ogni giorno da parte di altre polizie. Oggi sono circa 1 milione le interrogazioni giornaliere che avvengono in Italia sulle banche dati internazionali, a fronte delle 3mila che avvenivano appena tre anni fa. Da sottolineare che le banche dati vengono consultate dagli ufficiali di polizia italiani per effettuare controlli principalmente su due aspetti: gli accessi negli alberghi italiani e e i transiti dei passeggeri aeroportuali.

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