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Tirare a sorte col vaccino….

A volte mi stupisco del fatto che, sepolto dall’incessante chiacchiericcio di media ed esperti o sedicenti tali, manchi completamente dal dibattito pubblico un ragionamento sulla strategia vaccinale.
Salto a piè pari la follia di avere venti sistemi sanitari e altrettanti sistemi di prenotazione ed un meccanismo di distribuzione che forse ora sarà stato “militarizzato”, ma che nei primi mesi ha faticato non poco, non mi soffermo sul pasticcio contrattuale eurounitario (che ha una firma italiana, ahinoi, tale Sandra Gallina che è una linguista ed interprete e quindi non si capisce bene cosa sappia di contrattualistica internazionale) che lasciano mani libere ai fornitori e gli Stati Membri in brache di tela, ma sul papocchio mediatico sanitario delle trombosi da vaccino “a vettore virale” (AZ e J&J che usano entrambi la tecnica dell’adenovirus “Inerte”) non riesco a star zitto.
E c’è un motivo preciso: esistono dei test diagnostici che possono “predire” il rischio individuale per le rare trombosi cerebrali il cui collegamento con il vaccino AZ non è stato escluso neanche da EMA? Sembra di si. Ci sono delle batterie di test ematici di tipo tromboemolitico che possono dirci se per noi è sicuro o meno usare quella tipologia di vaccino (ma costerebbero circa 300€ a paziente per via del ticket sanitario).
I fatti quindi sono due: AZ è stato autorizzato perché il rapporto rischi benefici resta favorevole, ma se siete di quei soggetti suscettibili ad un potenziale effetto avverso di tipo trombotico o vi pagate la consulenza ematologica e gli esami o ve la rischiate.
Il collegamento però esisterebbe come afferma tale Marco Cavalieri responsabile della strategia sui vaccini di Ema, interrogato sulle possibili relazioni tra il vaccino AstraZeneca e i casi di trombosi cerebrale (“secondo me ormai possiamo dirlo, è chiaro che c’è una associazione con il vaccino. Cosa causi questa reazione però ancora non lo sappiamo”).
Per nostra fortuna il siero J&J è stato messo in standby, ma è facile ipotizzare una situazione analoga al siero AZ. Mi chiedo quali siano i rischi degli altri vaccini ad adenovirus esistenti o in arrivo (Sputnik V e il futuro vaccino tricolore di Reitera, mentre Curevac si basa sulla tecnia mRNA).
In conclusione: come cittadino che deve sottoporsi ad una vaccinazione con vari richiami nei prossimi anni, vorrei sapere se sono a rischio trombosi. Vorrei che il servizio sanitario, qualora decida di inocularmi un vaccino ad adenovirus, mi copra i costi dell’ematologo e dei test sanguigni e qualora l’esito di quei test fosse positivo (se cioè io scoprissi di essere “a rischio effetto avverso”) mi offrisse in alternativa un siero basato su tecnica mRNA.
Da un Stato serio mi aspetto questo e non la gragnuola di dichiarazioni contraddittorie quotidianamente rilasciate da decine di virologi, epidemiologi, infettivologi che discettano sulla pelle degli altri (la mia) o dalle dichiarazioni fotocopia dei politici piene di frasi fatte.
E’ notizia di oggi che anche il vaccino J&J sta per essere autorizzato da EMA “con la raccomandazione di proporlo solo per gli ultrasessantenni”.
E’ chiaro quindi che a chi ha meno di 60 anni non restano che i vaccini a mRNA.