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Tornano battelli sul Tevere, ma servono 300 mln da Unione Europea

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Roma – Circa 60 chilometri navigabili. Da Fiumicino a Castel Giubileo, passando per il centro di Roma. Il Tevere presto potrebbe tornare ad essere solcato da imbarcazioni per il trasporto di romani e turisti.

O almeno e’ quello che sperano, e su cui lavorano, il Campidoglio e la Citta’ Metropolitana di Roma che questa mattina, da Palazzo Valentini, hanno presentato il progetto, per bocca della sindaca Virginia Raggi, di Teresa Zotta, vice sindaco della Citta’ metropolitana, e di Roberto Traversi, sottosegretario alle Infrastrutture e ai Trasporti.

Il progetto prevede l’utilizzo di imbarcazioni elettriche o ibride e costera’ circa 300 milioni, fondi che i proponenti sperano possano arrivare dall’Europa nell’ambito del Recovery plan.

Ma non sara’ una novita’ assoluta. Era il 2003 quando l’allora sindaco Walter Veltroni inauguro’ un servizio molto simile con sei attracchi e le barche denominate ‘Battelli di Roma’ che iniziarono a trasportare romani e turisti nella zona centrale della citta’. Tutto fini’ dopo la grande piena del 2008 che distrusse anche alcune banchine.

Dopo vari tentativi di far ripartire il servizio il progetto fu abbandonato. Ora ci si riprova e su un percorso piu’ lungo, appunto dalla foce a Castel Giubileo, rapide dell’isola Tiberina comprese. Per superare questo ostacolo saranno indispensabili una serie di interventi infrastrutturali con opere che rallentino il corso del fiume: in pratica traverse per alzare il franco idraulico ed evitare i salti attualmente esistenti.

Ma oltre alle rapide c’e’ un altro ostacolo forse ancora piu’ insidioso: non e’ affatto scontato che l’Europa finanzi il progetto, anche se sottosegretario Traversi oggi ha mostrato ottimismo: “Presenteremo questa scheda nel Recovery plan- ha detto- questo vuol dire gia’ che il progetto e’ stato ritenuto fattibile. l’Europa chiede opere cantierabili, da concludere nel 2026. Con la credibilita’ di questo progetto siamo in lizza per ricevere dall’Ue un contributo”.

“Ogni romano ha nel cuore il Tevere- ha invece spiegato Raggi- E’ il nostro fiume ma non e’ molto vissuto e viene percepito spesso come una ferita che attraversa la citta’. Non e’ valorizzato. L’alto numero di competenze rappresenta una frammentazione che impedisce di alzare un po’ la testa e fare un ragionamento di sistema. Ma oggi noi presentiamo esattamente un ragionamento di sistema.”

“Il Tevere tornera’ navigabile e in tutta la sua lunghezza con un progetto di tutto rispetto che consente di mantenere il fascino del fiume, grazie a mezzi green ed ecosostenibili. Dobbiamo cambiare rotta ed entrare in un’era in cui la sostenibilita’ diventi la parola chiave, soprattutto sul fronte del trasporto pubblico. Quello che presentiamo oggi e’, quindi, una rivoluzione, un progetto ambizioso ma realistico”.

“Sono entusiasta ed emozionata per questo progetto che mi ha coinvolto ed affascinata subito- ha aggiunto Zotta- Nella mia formazione umanistica sono tornata un po’ nel tempo a quello che il Tevere ha rappresentato nella storia. Il nostro fiume era un mezzo di trasporto all’epoca, uno strumento attraverso cui si arrivava al mare.”

“Questa idea di riportare il Tevere alla sua natura originaria, ovvero un collegamento tra Roma e il mare, mi ha entusiasmato. Vorrei, pero’, fare una richiesta: si valuti anche la possibilita’ di inserire nel progetto interventi che tengano conto di Ostia antica e del borghetto, per integrare l’offerta turistica e la rete della mobilita’ sostenibile”.

“Sono 20 anni che si parla di questo progetto- ha concluso Traversi- Ora e’ arrivato il momento in cui vogliamo cambiare passo e realizzarlo, facendo a Roma quello che si fa in altre Capitali europee, ma con battelli elettrici. Un valore aggiunto da giocarci in sede europea”.

Entro la fine dell’anno sara’ proposta la scheda contenente il progetto all’Ue. Se poi tutto fila liscio, e le risorse arriveranno, entro il 2021 sara’ presentato il bando con il progetto definitivo.

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