Unindustria: bene discarica Roma ma 4 criticità in piano Regione Lazio

Roma – Per Unindustria ci sono “quattro criticita’” nella proposta di piano regionale dei rifiuti avanzata dalla Giunta del Lazio e in discussione nella commissione regionale competente, dove tra gli altri e’ stato audito Massimiliano Ricci, direttore dell’area di Frosinone. “Abbiamo molto apprezzato l’impostazione generale della proposta di piano. Un lavoro ben fatto analiticamente, che entra nel merito delle questioni e da’ informazioni difficili da trovare per gli operatori- ha detto- Abbiamo favorevolmente recepito alcuni passaggi, come il concetto di autosufficienza dell’Ato di Roma che ha portato all’avvio della discarica, ma ci sono quattro criticita’ che avevamo gia’ riportato nelle osservazioni inviate in Regione in occasioend ella valutazione ambientale strategica”.

La prima e’ relativa al “regime transitorio. Il piano in apporvazione ha obiettivi assai sfidanti e ambiziosi, uno su tutti il 70% di raccolta differenziata ma oggi siamo al 47%. Si prevede che il sistema vada a regime con la cosiddetta ‘Fabbrica dei materiali’ al posto dei due termovalorizzatori di Colleferro- ha spiegato Ricci- Nel piano, la realizzazione di questo impianto era parametrato per il 2021, sono trascorsi piu’ di sei mesi dalla prima presentazione della proposta della Giunta e leggiamo che il presidente di Lazio Ambiente, Daniele Fortini, parla di una partenza nel 2023 e con una riduzione della capacita’ impiantistica da 500mila tonnellate a 250mila. E’ evidente che questo spostera’ ancora piu’ in la’ la messa a regime del piano. C’e’ tutta una fase transitoria che temiamo possa arrivare al 2025, quindi il sistema sara’ ancora in fibrillazione per 3/4 anni e comportera’ criticita’ che abbiamo vissuto e cominciano a riaparrire nell’area romana”.

Poi c’e’ “la pregiudiziale sulla termovalorizzazione. Crediamo che un corretto ciclo dei rifiuti possa prevedere anche la termovalorizzazione dei rifiuti urbani. Nel piano si dice che il sistema sara’ autosufficiente quando tutto andra’ a regime ma ad oggi non e’ in grado di gestire il css (combustibile solido secondario, ndr) prodotto dai nostri impianti: il 60/70% va fuori dalla regione Lazio. Abbiamo un solo termovalorizzatore del Lazio e per noi deve essere prevista la termovalorizzazione per i rifiuti urbani. Chiediamo che questa pregiudiziale sia eliminata dal documento”.

E ancora “nel piano si prevede un indirizzo alla gestione impiantistica prevalentemente pubblica, facendo riferimento a potenziale oligopolio privato che influenzerebbe la tariffazione dei rifiuti e distorcerebbe il costo di smaltimento. Non siamo d’accordo, in questi anni il sistema ha retto perche’ ci sono stati operatori privati sani che hanno fatto in modo che non collassasse. Chi sopperira’ alla carenza delle 250mila tonnellate di trattamento per la diminuzione dell’impianto di Colleferro? Sull’umido, se vediamo le stime di produzione, dovremmo arrivare a circa 900mila tonnellate rispetto alle 250mila prodotte nel Lazio. C’e’ un’esigenza di almeno 6/7 impianti di valorizzazione di queste frazioni nel Lazio. Pensiamo che il privato sano possa e debba avere un ruolo in questa partita e riteniamo che un’apertura del mercato non possa che favorire un equilibrio delle tariffe. Lungi da noi ambire a monopoli o oligopoli di sorta”.

Ultimo aspetto, quello dei rifiuti speciali: “Non abbiamo trovato indicazioni nel documento in questo senso. Ci sono indicazioni su inerti, fanghi e rifiuti metallici ma ci sono altre frazioni che meritano altrettanta attenzione. Ad esempio, tutti esaltano la grandissima capacita’ del polo farmaceutico laziale ma l’anno scorso a settembre abbiamo rischiato il collasso del sistema farmaceutico perche’ non riuscivamo a smaltire questi specifici fanghi- ha concluso Ricci- Il costo e’ passato da 250 euro a 900 euro per tonnellata, con contratti che da biennali sono diventati trimestrali: non si puo’ fare pianificazione industriale cosi’. Quindi, nell’ambito della pianificazione complessiva della Regione e’ importante inquadrare la questione dei rifiuti speciali, i suoi flussi e la capacita’ impiantistica, anche per favorire gli investimenti per risolvere queste carenze”.