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Unindustria, Camilli: Roma ha potenzialità per essere locomotiva d’Italia

Roma – “Roma ha le potenzialità per essere la locomotiva d’Italia”. E’ quanto afferma Angelo Camilli, neo presidente di Unindustria Lazio in un’intervista al Corriere della Sera di Roma, in cui “getta le basi della ripartenza post pandemia puntando ‘sull’ottimismo e il fermento positivo che ho colto nelle imprese, sulla trasformazione digitale e sulla transizione energetica e sostenibile”.

Presidente Camilli, come sta l’economia di Roma? “Purtroppo- spiega Camilli- cresce mezzo punto in meno della media nazionale, mentre le grandi Capitali europee fanno da traino. Abbiamo tutte le potenzialità per invertire il trend”.

Come si inverte la rotta? “Le risorse del Recovery Plan vanno assolutamente investite in tempi rapidi e progetti efficaci che possano rimettere in moto l’economia, gli investimenti e quindi l’occupazione. E su queste scelte la politica, a livello nazionale e locale, non può fare errori. Per Roma ecco tre sfide: il Giubileo 2025, l’Expo nel 2035 e la creazione di un Politecnico”.

Quali sono le eccellenze in campo economico di questa regione? “Abbiamo settori di assoluto livello: il farmaceutico, l’audiovisivo, il turismo e la cultura, l’Ict, l’agroalimentare oltre a ricerca e alta formazione universitaria. Punti di forza straordinari che il resto d’Italia ci invidia”.

Ci sono segnali positivi nei primi mesi dell’anno? “Il 2021 può portare ad una crescita del Pil regionale interno al 5%. Il 25% delle imprese medio grandi ha ricominciato ad assumere e il 70% prevede nella seconda metà dell’anno un aumento del volume di affari”. Nel turismo e nei servizi, però, al momento è quasi tutto fermo. “Il calo per il Covid-19 è stato notevole, intorno al 70%, ma ora grazie ai vaccini c’è stata una buona ripartenza. Mi lasci dire, c’è molto interesse intorno a Roma da parte di grandi investitori e di prestigiose catene alberghiere”.

Che giudizio dà della giunta Raggi? “Il caos di rifiuti, trasporti pubblici e servizi scadenti sono problemi che Roma ha da molti anni prima della Raggi Purtroppo con lei nei primi anni del suo mandato c’è stato pochissimo dialogo, è mancata una progettualità di medio e lungo termine e la città ha vissuto anni con bassissimi investimenti che hanno fatto precipitare l’immagine e il decoro della Capitale. Da più di un anno, per fortuna, la Sindaca ha ripreso un dialogo proficuo”.

E quale giudizio formula sulla giunta Zingaretti? “Con la Regione c’è sempre stato un dialogo buono e intenso: adesso bisogna premere sull’acceleratore e programmare gli investimenti delle risorse comunitarie 2021-2027. Nel periodo precedente purtroppo sono stati spesi solo il 38% dei fondi disponibili, come per il resto d’Italia. Inoltre alla Regione chiediamo di rafforzare la patrimonializzazione delle Pmi, spina dorsale della nostra economia”.

Se dovesse fare un identikit del nuovo sindaco, quali caratteristiche dovrebbe avere? “Superman? Scherzo: serve un buon amministratore, una figura competente, esperta per la gestione di una macchina complessa. E deve costruire intorno a sé una squadra di prim’ordine: avrà progetti importanti da realizzare ed enormi risorse da investire. La città non può essere gestita in solitudine”.

Ma al nuovo sindaco servono poteri speciali? “Nel 2016 presentammo una proposta con legge ordinaria, per far diventare i municipi comuni con autonomia finanziaria. La città Metropolitana, con Sindaco eletto dai cittadini avrebbe competenze strategiche di area vasta su servizi come trasporti e rifiuti. Inoltre bisogna ripensare i poteri della Capitale sui modelli europei e qui serve l’intervento del Governo”.

Perché il Politecnico del Lazio può avere un ruolo così importante? “Rappresenterebbe un punto di riferimento nazionale e internazionale per la ricerca e la didattica. Concentrerebbe le eccellenze dei nostri tre atenei pubblici nel digitale, nella sostenibilità e nel bio medicale. E sarà un passo per proiettare il Lazio nella dimensione di una grande Regione dell’innovazione europea: sorgerà nell’ex ospedale Forlanini. Il Lazio ha anche carenze infrastrutturali. “Certo. La sua competitività passa anche dalle infrastrutture. Prima fra tutte Roma-Latina, la Orte-Civitavecchia, la chiusura anello ferroviario di Roma”.