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Unindustria: procedure Giubileo più veloci per non ripetere errori 2015

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Roma – “A sei anni dal Giubileo del 2015, devono ancora partire alcuni interventi che rientravano in quel pacchetto straordinario. Come è possibile? Non è una novità purtroppo per la nostra Città e per il nostro Paese. Spesso le opere progettate e finanziate si scontrano con i tempi della burocrazia, le carenze nella fase esecutiva e, mi lasci dire, la fuga dalle responsabilità sia della politica, sia della PA.”

“Non è un caso che dobbiamo ricorrere ai commissari straordinari per sbloccare le infrastrutture attese da decenni. Basti pensare all’Anello Ferroviario che per la nostra città sarebbe una svolta fondamentale per la mobilità e lo sviluppo”. Risponde così Angelo Camilli il presidente di Unindustria in un’intervista rilasciata al Messaggero sul Giubileo 2025.

Le imprese romane puntano molto sui grandi eventi, a partire dall’Anno santo del 2025, per rilanciare l’economia romana e la città. C’è il rischio di sprecare anche quest’occasione? “Il Giubileo rappresenta per la crescita e la competitività di Roma un appuntamento imperdibile. Dobbiamo essere orgogliosi di poter contare su un evento che riporterà Roma al centro del Mondo, soprattutto dopo l’immobilismo imposto dalla pandemia.”

“Le nostre imprese hanno sempre dimostrato difronte ai grandi eventi di fare la differenza. Se il Governo, la Regione e il Comune faranno, come sono certo, un vero lavoro di squadra, Roma darà una spinta decisiva al rilancio del Paese. Ma i tempi sono stretti e non ci possiamo permettere altre esitazioni”.

Cosa bisogna fare concretamente per evitare questo rischio? “Innanzitutto- spiega Camilli- stanziare i fondi necessari. Voglio ricordare che per il Giubileo del 2000, senza alcun piano straordinario europeo, già nel 1996 furono stanziati dal Governo 1,8 miliardi di euro. Oggi a circa 1000 giorni dall’evento siamo molto lontani da quelle certezze finanziarie. Se escludiamo i 500 milioni dal PNRR, non ci sono altri importati fondi a disposizione. Ovviamente, dopo le risorse, bisogna nominare una cabina di regia con poteri adeguati e un commissario straordinario nella persona del Sindaco come nel 2000”.

Vede anche un problema di governance della Capitale? L’attuale struttura amministrativa è adatta al compito? “La macchina amministrativa ha dimostrato molto spesso i suoi limiti. Mi auguro che da qui al Giubileo, grazie anche ai piani di assunzione per il PNRR, ci possa essere un cambio di passo, perché altrimenti è come correre la Formula 1 di oggi con una macchina degli anni ’80.”

“La Governance della Capitale non può essere gestita come un Comune qualsiasi. Ci vogliono più poteri e risorse. Ma anche più autonomia per la gestione ordinaria dei Municipi. Ma questo non può ovviamente minimamente impattare sul Giubileo”.

Ci sono i tempi necessari per presentare degnamente la candidatura di Roma per l’Expo 2030? “Dopo il Giubileo l’EXPO 2030 sarebbe il passo per completare il rilancio della nostra città. Come abbiamo avuto modo di dire i tempi sono veramente strettissimi. Ci auguriamo che la nostra idea dell’Esposizione Universale, fatta propria dal Comune e dalla Regione, con il sostegno del Governo guidato in maniera così autorevole da Mario Draghi, possa diventare nelle prossime settimana una candidatura forte e competitiva di tutto il Paese”.

Quali sono secondo Unindustria le prime emergenze di Roma, su cui intervenire prioritariamente? “La carenza dei trasporti pubblici e la deficitaria gestione del ciclo dei rifiuti sono problemi diventati atavici. Questo non significa che non abbiamo le potenzialità per affrontarli e risolverli.”

“Sui rifiuti ad esempio abbiamo sostenuto fortemente uno studio di Enea, finanziato dalla CCIAA di Roma, che offre soluzioni definitive e sostenibili per la chiusura del ciclo dei rifiuti. Roma purtroppo si porta dietro anche un decennio di mancati investimenti sia sulle infrastrutture sia sul decoro che gli ha fatto perdere competitività e prestigio. Per questo Giubileo ed Expo sono fondamentali”.

Che tempi prevede per la ripresa post Covid? “Sono abbastanza ottimista. Roma ed il Lazio possono essere protagonisti della ripartenza. Purtroppo ci sono ancora delle difficoltà sul versante della competitività del territorio. Secondo il nostro Centro Studi la metà delle imprese intende incrementare gli investimenti nel 2021 rispetto al 2019 ed un terzo si allineerà ai livelli pre-Covid.”

“I dati dell’Export nel primo trimestre 2021 per il Lazio segnano un più 12.4% rispetto allo stesso trimestre del 2020. In generale, anche il PIL del Lazio mostra una minore decrescita del dato nazionale a fine 2020. Il 2021 può essere davvero l’anno in cui riconquistare i volumi di produzione pre pandemia nella manifattura”.

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