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Utero in affitto: reato denunciarlo, non pubblicizzarlo

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    DL Infrastrutture. Utero in affitto – Pro Vita & Famiglia: «Sarà reato denunciarlo con manifesti, ma in Rete c’è chi lo pubblicizza» –

    «Noi non potremo dire che l’utero in affitto è un abominio e che due papà non possono adottare un bambino, ma ci sono aziende che in Rete, su siti italiani o social come YouTube, pubblicizzano proprio il reato dell’utero in affitto. Spiegazioni complete su come accedere a questa barbara pratica con tanto di prezzario e contratto “Vip” per prove illimitate e selezione del sesso. Pubblicità senza controllo, mentre noi – dopo l’approvazione del DL Infrastrutture di ieri – saremo censurati e imbavagliati proprio nel denunciare l’utero in affitto», è il commento di Antonio Brandi (nella foto), presidente di Pro Vita & Famiglia.

    «Il sito uteroinaffitto.com, che fa capo alla realtà “BioTexCom – Centro per la riproduzione”, che ha rappresentanze a Roma, Milano, Pesaro e Palermo, probabilmente si avvale di server su territorio estero, però c’è la possibilità di limitare geograficamente le inserzioni pubblicitarie ed è quello che chiediamo di fare ai motori di ricerca; e faremo anche un esposto alla Procura», prosegue Jacopo Coghe, vicepresidente della Onlus.

    «Pro Vita & Famiglia – conclude la nota – spesso è soggetta proprio a limitazioni geografiche per le sue pubblicità, pienamente legali, su aborto, famiglia ed eutanasia. E da ieri sarà a rischio di censura su tematiche come l’identità di genere. E’ assurdo che non ci sia nessun blocco per chi, invece, propaganda quello che è un reato in Italia».

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