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Vaccini sì, vaccini no

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Sanità, legge Lorenzin. Con due emendamenti, a firma M5S e Lega, approvati dalla Commissione Affari Costituzionali del Senato lo scorso 2 agosto, slitta al prossimo anno l’esclusione dei bambini non in regola con le vaccinazioni dai nidi e dalle scuole materne. E il via libera, arrivato anche dall’Aula del Senato, fa decadere l’articolo 3 della legge dell’ex Ministro della Salute Lorenzin dove veniva ripristinato l’obbligo vaccinale per bambini e ragazzi da zero a sedici anni, così come l’obbligo della presentazione della documentazione sull’avvenuta vaccinazione.

Il Ministro della salute, Giulia Grillo, ha emanato inoltre una circolare con la quale ha voluto togliere ogni dubbio interpretativo. Per i bambini da 0 a 6 anni e per la prima iscrizione alle scuole per i bambini dai 6 ai 16 anni sarà sufficiente una “dichiarazione sostitutiva di avvenuta vaccinazione”. Per coloro che non sono alla prima iscrizione resta invece valida la documentazione presentata nell’anno scolastico 2017/2018. Valido se il minore non deve effettuare nuove vaccinazioni o richiami.

Non sono mancate polemiche ed accuse dai componenti del Partito democratico. In particolare intervenuti i senatori Dario Parrini, capogruppo in Commissione Affari Costituzionali, e Simona Malpezzi che fanno sapere come “Con questo atto M5S e Lega dichiarano la vittoria dei no vax e soprattutto si assumono la responsabilità di diminuire l’immunità di gregge e ciò va a scapito dei più piccoli, dei bambini, dei più fragili”.

Parole di entusiasmo arrivano dal sottosegretario leghista alla Salute, Maurizio Fugatti che commenta: “Una decisione di buon senso per la quale esprimiamo grande soddisfazione”.

Paola Taverna e Pierpaolo Sileri, senatori del M5S: “Si tratta di una deroga messa a punto in attesa della presentazione del ddl sui vaccini che depositeremo a breve” e punta a “permettere a tutti i bambini di accedere, a settembre, alle scuole dell’infanzia”.

Elena Fattori, senatrice del M5S si dissocia dal suo gruppo e vota no allo slittamento dell’obbligo vaccinale. “Rispetto la scelta del mio gruppo ma per storia personale, professionale e dolorosamente di madre non posso fare altro che dissociarmi ed esprimere un indignato voto contrario”.

Un emendamento che ha suscitato molte tensioni proprio nell’Aula di Palazzo Madama il giorno della votazione nonostante lo stesso sia passato con 149 voti favorevoli, 110 contrari e un solo astenuto. Il Partito democratico aveva richiesto in Aula il voto a scrutinio segreto. Una richiesta che però non ha trovato conforto nelle parole del Presidente del Senato Maria Elisabetta Alberti Casellati che dall’alto della sua posizione ha dichiarato come “Queste richieste devono essere fatte a tempo debito”.

Intervenuto anche Claudio Cricelli, presidente della Società Italiana di Medicina Generale e delle Cure Primarie, che ha chiesto ai genitori di “vaccinare subito i figli, così possiamo tutelare la salute dei bambini e della comunità”. E prosegue i minori “dovrebbero essere sottoposti a questi strumenti di prevenzione, che permettono di evitare gravi malattie, prima di iniziare la scuola”. Prendiamo atto della decisione di prorogare di un anno l’obbligo di presentazione del certificato vaccinale per l’ammissione dei bambini a scuola. Chiediamo però ai cittadini, al di là di quanto previsto da questo provvedimento, di vaccinare i figli quanto prima, di registrare l’atto di vaccinazione e di iscriverli a scuola dopo averli sottoposti a queste fondamentali misure di prevenzione. Suggeriamo ai genitori di non aspettare la scadenza dell’obbligo”.

Giorni non facili per le opposizioni e soprattutto per il Partito democratico che dovranno lottare strenuamente per non vedere infranti tutti i progetti che invece avevano realizzato nella precedente legislatura. Ce la faranno?

Silvia Roberto

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