Valeriani: 80 mln per realizzare impianti pubblici

Roma – Rispetto ai biodigestori e alla gestione dell’umido “se non la smettiamo di alimentare una campagna di diffidenza nei confronti degli impianti il Lazio non uscira’ mai da una condizione di oggettiva difficolta’ per la filiera dei rifiuti, che deve gestire in un ambito di prossimita’ ed evitando di caricare i cittadini di costi insostenibili”. Lo dice Massimiliano Valeriani, assessore regionale alle Politiche abitative, urbanistica, ciclo dei rifiuti e impianti di trattamento smaltimento e recuper, intervenendo al webinar ‘Aria, acqua e terra: come cambia la Valle del Sacco’, promosso stamattina dal Consiglio regionale del Lazio.

“Com’e’ noto, per gestire il costo di trattamento e smaltimento dei rifiuti la legge impone la copertura integrale con la tariffa- continua Valeriani- Quindi, se non si realizzano gli impianti, i cittadini sono costretti a pagare tariffe piu’ alte, produciamo maggior inquinamento ambientale perche’ portiamo i rifiuti in giro in Italia e a volte in Europa, e soprattutto non facciamo un salto in avanti”.

Nel nostro territorio, “a causa della cattiva politica, e lo dico non tirandomi fuori- prosegue l’assessore- si e’ alimentata una paura dei cittadini, per cui il problema non sono piu’ i rifiuti ma gli impianti, e non va bene. Gli impianti di qualsiasi natura oggi sono sottoposti a norme strettissime e severe e oggi si possono realizzare senza avere nessun impatto ambientale.”

“Solo realizzando tutta la filiera col protagonismo del soggetto pubblico noi diventiamo un territorio che somiglia di piu’ alla Toscana, alla Lombardia e all’Emilia Romagna e meno al Mezzogiorno, dove il servizio e’ scadente e il soggetto privato gestisce la parte piu’ redditizia della filiera, cioe’ appunto gli impianti di trattamento e smaltimento”.

Nel nuovo Piano rifiuti 2020-25 e’ stata fatta “una scelta molto importante: finanziare con risorse regionali gli impianti di trattamento e smaltimento di proprieta’ pubblica”, prosegue Valeriani. Oltre ai “10 milioni di euro individuati per realizzarli”, col “Recovery fund ne abbiamo addirittura allocati altri 70”.

Quindi, “se nei prossimi mesi gli amministratori comprendono qual e’ la scommessa e si fanno avanti per realizzare gli impianti di cui c’e’ bisogno nel loro territorio- conclude- troveranno la Regione al loro fianco per finanziarli o cofinanziarli”.