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Valeriani: ‘via subambito Roma’ ma pezzi M5S e Maggioranza contrari

Roma – La cancellazione del subambito di Roma (strumento di pianificazione che obbliga la Capitale a collocare dentro i propri confini tutti gli impianti di smaltimento e trattamento dei rifiuti indifferenziati fino a soddisfare il suo fabbisogno) dal nuovo piano regionale dei rifiuti e’ a rischio, come pure (in linea teorica) il patto col Campidoglio che ha portato la Giunta Capitolina lo scorso 31 dicembre a individuare la cava di Monte Carnevale come sito per la futura discarica.

Diversi esponenti della maggioranza, e anche qualcuno dei Cinque Stelle, non si sono mostrati affatto concilianti con le parole dell’assessore regionale Massimiliano Valeriani che, durante la sua relazione in commissione Rifiuti alla Pisana (dove e’ iniziata la discussione sul testo) ha ribadito la volonta’ di stralciarlo. ‘Il subambito e’ nel piano ma l’indicazione da parte del Campidoglio- ha detto- del sito per la nuova discarica di servizio all’interno del territorio comunale renderebbe pero’ di fatto superata la creazione del subambito di Roma.

Pertanto, la giunta regionale si riserva la successiva presentazione di un emendamento per eliminarne l’istituzione’. Subito, nelle repliche dei consiglieri e’ partito il fuoco di fila (piu’ o meno intenso) di diversi esponenti della maggioranza, a cominciare da Gino De Paolis della Lista Civica Zingaretti: ‘Quando la Giunta aveva presentato il piano rifiuti mi aveva convinto perche’ parla di autosufficienza, prossimita’ e autonomia di ogni ato, di equa ripartizione degli impianti nei territori.

Roma produce il 60% dei rifiuti, fa il 42,9% di differenziata abbassando la media regionale, la sindaca e’ venuta in Consiglio a fare la movimentista come se anche lei non avesse contribuito a creare il problema, individua una discarica e il giorno dopo va li’ a protestare nella discarica che ha individuato e noi per premio diciamo ‘Togliamo anche il subambito’. Non diciamo ‘Roma, che provoca tutto questo, Ato a se”. Il conto non torna perche’ togliendo la responsabilita’ di Roma viene meno il cardine del piano rifiuti’.

De Paolis ha sottolineato di parlare a nome personale, non va aperta una guerra dei poveri, ne’ una conflittualita’ tra Roma e le altre province, va aperto un ragionamento logico che porti ogni territorio ad assumersi le sue responsabilita’, anche a Roma. Quindi non sono d’accordo con il fatto che farete un emendamento apposito per togliere anche il subambito di Roma perche’ Roma deve fare ato a se’. Seguira’ un attivita’ emendativa mia personale’.

Anche Eugenio Patane’, consigliere del Pd (romano a differenza di De Paolis che e’ di Civitavecchia) la pensa allo stesso modo: ‘Abbiamo fatto un patto con il Comune di Roma, attraverso l’ordinanza, sull’affidabilita’ di Roma Capitale. Ho le mie riserve sul mantenimento ed e’ proprio la scelta della Valle Galeria (il sito di Monte Carnevale si trova in quell’area, ndr) che mi fa pensare che questa parola non verra’ mantenuta, perche’ scegliere per la discarica un sito in quelle condizioni, dopo che e’ stata chiusa da poco una raffineria e la discarica, abbiamo ancora un inceneritore di rifiuti ospedalieri, significa non volerla fare e dare vita a una guerra civile che non finira’ piu”.

Pertanto ‘la questione del subato di Roma non va chiusa rapidamente e l’impostazione iniziale va mantenuta sul tavolo- ha aggiunto Patane’- Abbiamo un problema che dobbiamo risolvere: o con un patto serio o con un obbligo di pianificazione’. Anche Marietta Tidei di Italia Viva e’ contraria all’eliminazione del subato: ‘Interagiamo con attori, primo tra tutti il Comune di Roma, che hanno dimostrato di non essere all’altezza della situazione.

Qui dobbiamo prepararci allo scenario peggiore. Concordo con De Paolis, memore dell’incapacita’ del Comune di Roma di risolvere i problemi, perche’ vediamo che sull’individuazione del nuovo sito ci sono consiglieri capitolini di maggioranza che non sono d’accordo, quelli che hanno assunto certe decisioni sono gli stessi che poi vanno a protestare, quindi e’ evidente che c’e’ qualcosa che non va e c’e’ chi non esercita fino in fondo le sue responsabilita’. Non mi fido della gestione del Comune di Roma’.

Tuttavia ‘dall’altra parte anche la Provincia di Roma non si e’ comportata molto bene. Per questo, dividere l’ato della Citta’ Metropolitana di Roma da quello di Roma Capitale significa non solo scongiurare l’irresponsabilita’ di Roma, ma anche responsabilizzare quei territori della Provincia che hanno vissuto la discarica di Roma come una battaglia di retroguardia. Farei rimanere sul tavolo la questione dell’ato perche’ puo’ fare nascere responsabilita’ in chi urla contro Roma ma non ha fatto compiti a casa’.

Piu’ soft ma sempre nella stessa direzione Paolo Ciani, di Centro Solidale: ‘Il subambito per i romani puo’ essere una soluzione migliore perche’ per tanto tempo abbiamo trattato rifiuti non del nostro ambito’. Non solo la maggioranza, anche nel Movimento 5 Stelle c’e’ chi vuole che Roma costruisca nel suo territorio tutti gli impianti che le occorrono per la filiera dell’indifferenziato. A cominciare dal presidente della commissione, Marco Cacciatore: ‘Il 27 novembre in Consiglio regionale e’ stata votata in maniera trasversale l’istituzione dell’Ato a se’ stante di Roma. Non lo stiamo facendo per tifoseria ma numeri alla mano, se Roma individua una discarica e non c’e’ subambito ne’ ambito quella discarica serve anche i territori limitrofi- ha detto- Si’ all’ato a se’ stante di Roma ma senza andare, nella localizzazione degli impianti, in territori che hanno gia’ dato congela Valle Galeria, Salario e Rocca Cencia.

In piu’, se Roma non sara’ piu’ Ato a se’ ma si tornera’ a quello precedente bisognerebbe rifare la valutazione ambientale strategica al Piano perche’ cambierebbe lo scenario’. Piu’ tiepido ma non contrario al mantenimento del subato di Roma anche il grillino Devid Porrello: ‘Va delineato un quadro che non deve funzionare da un punto di vista politico ma tecnico e pratico, se questo si chiama ambito di Roma ben venga se pero’ dietro non c’e’ una connotazione esclusivamente politica e non ci siano pregiudizi’.

Insomma, la Giunta rischia di vedersi bocciare dall’Aula un pezzo della trattativa che ha portato all’accordo con la Raggi che, a quel punto, potrebbe anche decidere di togliere dal tavolo l’opzione Monte Carnevale, tanto piu’ che la conferenza dei servizi regionale per l’autorizzazione ancora non e’ iniziata. Valeriani pero’ mantiene il punto: ‘La correttezza premia sempre. Il piano contiene il subambito di Roma perche’ raccogliendo le istanze del Consiglio abbiamo non a caso messo come elemento di novita’ rispetto al piano l’individuazione del subambito perche’ l’obiettivo non e’ il subambito in se’ ma dotare dotare tutte le comunita’ territoriali dell’impiantistica che serve’.

Roma lo ha fatto e quindi ‘c’e’ stata disponibilita’ da parte nostra, con una giunta che mi ha dato mandato di presentare emendamento (con lo stralcio del subato, ndr) che l’Aula discutera’ e io difendero’ ma sara’ tutto in trasparenza e alla luce sole’. Valeriani ha anche sottolineato un altro elemento che paradossalmente gioca a sfavore di Roma Capitale nell’eliminazione del subato: ‘Mentre il subambito prima era a tutela delle province, rispetto a una citta’ che non decideva, togliere il subambito rispetto a una citta’ che decide e’ una disponibilita’ ad aiutare anche i tanti territori.

Non confondiamo le cortine di ferro con cio’ che definisce la legge, gli ambiti non sono cortine di ferro invalicabili perche’ la legge contempla elementi di solidarieta’ tra gli ato per cui tu puoi anche definire un ambito ma se c’e’ un problema, e sui rifiuti nessuno puo’ ritenersi immune da problemi, la legge dice che l’ambito che va in difficolta’ deve essere aiutato dall’ato vicino che ha la disponibilita’ di aiuto’. Insomma se Roma si fa la sua discarica prima che le altre province facciano lo stesso, il rischio e’ proprio che Roma si trovera’ nella situazione di ricambiare il favore che per anni le hanno fatto gli altri territori del Lazio: prendersi i loro rifiuti.