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Verdi: necessarie regole per impianti telefonia, stop ad antenna selvaggia

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Roma – “Rimaniamo interdetti di fronte alla calma piatta con cui il Comune di Roma affronta la questione del proliferare delle antenne. Con l’inerzia e il tradimento degli impegni elettorali che contraddistingue la Giunta Raggi, cui si somma l’assenza di un apposito piano regolatore, si sta lasciando campo libero alle multinazionali della telefonia, in particolar modo rispetto alla tutela della salute. Si disapplicano i limiti distanziali da punti sensibili quali scuole, ospedali e case di cura”. Cosi’, in una nota, Nando Bonessio, co-portavoce dei Verdi del Lazio.

Prosegue la nota: “Non e’ possibile che i cittadini debbano scendere in piazza per chiedere l’applicazione di criteri minimi di difesa della salute, come e’ accaduto ancora una volta al quartiere Saline di Ostia Antica, contro l’ennesima imposizione della realizzazione di un impianto di telefonia voluto da una grande azienda in nome di un incontrollato progresso.”

“L’innovazione tecnologica deve rispettare l’applicazione del principio di precauzione senza alcun pregiudizio, anche commissionando a un’agenzia terza il monitoraggio sull’elettrosmog nella Capitale”.

“Ma il sintomo della piu’ totale assenza sulla materia- prosegue l’ecologista- che ha caratterizzato la consiliatura dell’amministrazione Raggi sta nell’aver ereditato, dalla precedente Giunta Marino, un Regolamento mai condiviso e mai applicato, costringendo il Consiglio di Stato a bocciare le misure di controllo dei siti sensibili.”

“Giunti al quinto anno di governo monocolore della Capitale, possiamo veramente dire concluso il momento degli slogan e della propaganda a favore di social e telecamera attuato dal M5S. I cittadini sono stanchi di essere presi in giro.”

“Roma- conclude Bonessio- ha assoluto bisogno di un piano serio e ambizioso per uscire da questo stato di coma che la sta facendo sprofondare agli ultimi posti tra le capitali europee in merito alla tutela della salute e della qualita’ della vita”.

“Roma- aggiunge Giuseppe Teodoro, gia’ coordinatore dei comitati romani contro l’elettrosmog e vicepresidente di Ecoland- non merita l’abbandono delle istituzioni, soprattutto sui temi cari alla cittadinanza, come la salute e il decoro urbano.”

“Lo scorso anno abbiamo raggiunto un fondamentale obiettivo, quando nel decreto Semplificazione il legislatore ha inserito, su nostra indicazione, un esplicito riferimento alla tutela dei siti sensibili (art. 38, 6° comma D.L. 76/2020).”

“Ma non avremmo mai immaginato che il Campidoglio lasciasse incompiuta una riforma, come quella del Regolamento degli impianti di telefonia mobile, privando la Capitale di un fondamentale strumento di tutela e salvaguardia quale il Piano regolatore delle antenne.”

“Auspichiamo- conclude Teodoro- che il prolungamento del mandato a dopo l’estate, possa stimolare le istituzioni capitoline a recuperare il prezioso tempo perduto durante l’intero arco della consiliatura e ad intervenire per porre un freno al proliferare di ‘antenna selvaggia’ in tutto il territorio della nostra citta’”.

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