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Zevi: folle che Comune chieda tassa di soggiorno in anticipo

Roma – “Il Campidoglio chiede agli hotel di anticipare la tassa di soggiorno. Con operatori allo sconforto, lavoratori in cassa integrazione, flussi turistici di fatto azzerati e un intero settore travolto da uno shock pandemico senza precedenti. Una richiesta che sarebbe stata un errore in tempi ‘normali’, avanzata ora suona come una vera follia.”

“Invece di sostenere il lavoro e la ripresa, e di fornire servizi migliori, ci si accanisce contro un intero comparto, fondamentale per il tessuto economico della Capitale. La Raggi avra’ il coraggio di fare una marcia indietro che sarebbe, quantomeno, doverosa? Oppure, al solito, scarichera’ sugli altri le conseguenze delle sue inefficienze?”. Lo scrive in una nota il candidato a sindaco di Roma, Tobia Zevi.

“Un anno fa avevo chiesto di annullare il riversamento degli importi del contributo di soggiorno maturati nei primi tre mesi del 2020. Il Campidoglio ha scelto, invece, la via opposta dell’inusitato accanimento.”

“Chiedere l’anticipo di una tassa e’ un provvedimento odioso e iniquo. Piuttosto, il Comune dovrebbe spiegare ai cittadini, nel dettaglio, dove sono finiti i 130 milioni incassati con la tassa di soggiorno nel 2017.”

“Sono stati, quantomeno in parte, effettivamente riutilizzati per il miglioramento dei servizi e del turismo in citta’, come promesso? Dalle condizioni in cui versa la Capitale e dai servizi del tutto insufficienti sembrerebbe proprio di no”.