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Ziantoni: cittadini possono chiedere riduzione Tari, ma Ama dice di no

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Roma – Katia Ziantoni, Assessore ai rifiuti di Roma Capitale è intervenuta nel programma Gli Inascoltabili in onda su Nsl radio. “La scorsa settimana abbiamo iniziato a recuperare le quantità su strada, stiamo continuando per cercare di tornare alla normalità. La Città metropolitana nel frattempo ha fatto un’ordinanza e questo testimonia la gravità della situazione”.

“E’ vero che il cittadino può chiedere una riduzione della Tari ma in realtà nel contratto si dice ‘per gravi colpe dell’Ama’ e se te tu fai una richiesta di questo tipo Ama ti dimostra che la colpa non imputabile a lei: non è che non si raccoglie perché non ci sono i mezzi o il personale per uno scipero, ma perché non ha gli impianti di smaltimento finale. Le cause e le motivazioni eccezionali sono esterne all’Ama e quindi la risposta di conseguenza è no”.

“Il sindaco di Albano- continua- si dovrebbe rivolgere a chi ha rilasciato l’autorizzazione perchè quella discarica con annesso TMB è autorizzata dalla Regione Lazio ma non si sa per quale motivo continua a non essere in esercizio. L’ordinanza urgente si chiama così perché presuppone una situazione eccezionale, di urgenza, di un rischio d’interruzione di pubblico servizio e di emergenza sanitaria e la giustifica, questo succede perché come diciamo da mesi non c’è una programmazione e pianificazione vera nel piano regionale dei rifiuti, questo è il vero problema. Ad oggi nel Lazio è rimasta la discarica di Viterbo che continua ad accogliere i rifiuti e quella di Civitavecchia che ad Agosto si esaurirà”.

“Cosa gliene importa a questi signori della capitale d’Italia? Perché è stata necessaria un’ordinanza della Città Metropolitana quando al tavolo c’è il Ministero, la Regione e la città metropolitana come ente viene dopo? Nessuno- dice ancora Ziantoni- ha voluto assumersi una responsabilità e ad Agosto la situazione si aggraverà di più perchè Civitavecchia chiuderà e resterà per tutta la provincia solo la discarica di Viterbo che non ce la fa più”.

“Il problema non è solo di Roma, la crisi è regionale come è stato dimostrato in più di un’occasione, non è più un problema politico ma c’è un problema tecnico di scelte. Se ci fossimo seduti al tavolo sicuramente avremmo messo ognuno in campo le nostre competenze e non ci sarebbero stati questi ritardi, non avremmo avuto bisogno di un mediatore.”

“Il primo ed unico tavolo c’è stato in Regione Lazio quando ci sono state le inchieste e il proprietario della discarica di Rocca Secca ha detto io non completo il quinto bacino perché non aveva più le fidejussioni bancarie per farlo e in quel momento è iniziata la crisi. Da quel momento bisognava sedersi attorno ad un tavolo per trovare una soluzione ma non è stato così.”

“Ci sono state 5 ordinanze e quando sai che il problema non si risolve tra un mese o due, perché se anche io avessi indicato un sito per la discarica a Roma questo sarebbe stato pronto tra due anni, mi prendi in giro. Se commissari Roma lo stai facendo per una questione politica e non per risolvere il problema” conclude.

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