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Zingaretti: Meno Macron e più equità, mio partito non sta con elite

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Roma – “Le forze progressiste devono ritrovare tra di loro una ampia sintonia. La Ue si e’ piegata troppo agli interessi della Germania, alla politica di austerita’, ai bassi interessi sui titoli tedeschi, all’assillo sull’inflazione che alla fine ha determinato una deflazione. Sono peggiorate le vite di una parte grande di europei. L’Europa su questo deve scegliere un indirizzo chiaro. E’ questo il senso delle prossime elezioni. Cio’ non esclude una alleanza politica con Macron, anzi, in una parte lunga di questa legislatura europea noi abbiamo governato d’intesa con i popolari”.

” Sulla difesa dell’Europa con Macron ci sono punti maggiori di contatto. Escludo invece di fare come Macron. La nostra storia e il nostro futuro non si puo’ infilare dentro a quel modello elitario, repubblicano ma rappresentativo dei piani alti della societa’ francese. Ricordo che Macron al primo turno ha presto il 24% con un esiguo consenso tra i lavoratori e i ceti popolari”. Lo afferma il presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti, in una lunga intervista al quotidiano La Repubblica.

Secondo Zingaretti, che il prossimo 13 ottobre aprira’ la campagna con un evento intitolato ‘Piazza Grande’ all’Ex Dogana a Roma, “Renzi e’ stato una grande speranza, ha fatto cose importanti, ha combattuto con onore e coerenza. Tuttavia la sua stagione e’ finita da leader solitario del Pd. Per me sono vecchi sia i sostenitori della vecchia “ditta”, sia quelli che successivamente si sono autoproclamati “il nuovo”. Sono vecchi, perche’ alla fine, sconfitti sul campo. La mia campagna si intitola Piazza Grande per intendere la partecipazione delle persone”. Infine per il presidente della Regione Lazio “c’e’ ancora una parte importante dei cittadini che guarda a noi. Bisogna rimettere al centro le ragioni della nostra esistenza: ridurre la forbice tra chi ha e chi non ha. Altrimenti il caos ci porta dritti all’autoritarismo”.

 

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