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Ardeatina, donna mutilata: “Ucciderà ancora è un serial killer”

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L’assassino della donna uccisa, mutilata e sventrata in via Ardeatina «non si fermerà qui, ucciderà ancora, perchè la tesi più probabile è che si tratti di un serial killer, un Jack lo squartatore italiano». Sarebbe questa la tesi più probabile secondo il criminologo Francesco Bruno che all’ADNKRONOS ha tracciato un parziale identikit dell’assassino, sulla base delle informazioni disponibili fino a questo momento sul macabro giallo dell’omicidio di via Ardeatina a Roma. Esclusa secondo il criminologo la pista dell’omicidio rituale e delle sette sataniche. «Non è un omicidio rituale – ha sottolineato il criminologo – le sette sataniche non agiscono così in Italia. Per come è avvenuto, il delitto presenta elementi patologici, non può che essere frutto di una mente malata – ha spiegato Bruno – È un delitto allarmante, compiuto da poco tempo. L’assassino è vivo e attivo e può uccidere ancora, non si fermerà qui. Probabilmente ha agito da solo: ha individuato la vittima da qualche parte, l’ha uccisa, ha profanato il suo corpo e l’ha gettata da qualche parte». Alla luce delle informazioni finora disponibili, secondo il criminolgo «l’assassino è un impulsivo ed è organizzato. Probabilmente dispone di un posto isolato in cui fare queste cose, e potrebbe avere una macchina o un furgoncino. Il fatto che abbia lasciato il corpo vestito fa intuire che abbia gravi problemi sessuali». Se fosse davvero come Jack lo squartatore, il famigerato serial killer di Londra che sceglieva come vittime soltanto prostitute, per poi sgozzarle e sventrarle, anche in questo caso la donna assassinata potrebbe essere una lucciola. «È probabile che la vittima sia una giovane prostituta straniera, la cui scomparsa non sarebbe stata denunciata», ha spiegato Bruno. «Non lontano dal luogo in cui è stato trovato il cadavere, potrebbero trovarsi anche i pezzi mancanti – ha proseguito il criminologo – In ogni caso la parte più difficile da trovare è la testa: potrebbe averla gettata in un cassonetto o in un corso d’acqua». Se si dovesse fare un paragone con altri serial killer della storia italiana, per il criminolgo l’assassino di via Ardeatina «ricorda il mostro di Firenze».

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