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Basilica di Santa Maria in Trastevere: 700 persone per il tradizionale pranzo di Sant’Egidio

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Circa 700 persone a tavola sotto le immense navate della basilica di Santa Maria in Trastevere a Roma: è il tradizionale pranzo per i poveri di Sant’Egidio, giunto alla sua ventinovesima edizione, a cui oggi ha partecipato il fondatore della Comunità, Andrea Riccardi, da qualche settimana ministro per la Cooperazione internazionale e integrazione del governo di Mario Monti. «Sono qui per la ventinovesima volta – ha detto il ministro – è un’esperienza bellissima in cui le persone più disagiate sono al centro. È la festa della solidarietà quotidiana che non vive solo a Natale, ma c’è ogni giorno. Il momento è difficile per le famiglie e per chi è solo, però a Roma e in Italia ci sono risorse di solidarietà che devono avere spazio. Non è vero che con la crisi la gente è solo presa da se stessa. La gente ha voglia di dare, di apprezzare valori anche immateriali». Tra gli ospiti di quest’anno anche il sindaco di Roma Gianni Alemanno, la presidente della Regione Lazio Renata Polverini e diversi alti prelati da ogni parte del mondo, tra cui il cardinale Roger Etchegaray. E solo a Trastevere, tra la basilica e varie mense, Sant’Egidio oggi ha messo a tavola circa duemila persone, con un menù che comprende lasagna e polpettone, oltre ai dolci tradizionali del Natale. Solo in basilica sono stati 250 circa i volontari che hanno servito ai tavoli, tra i quali la consigliera regionale del Lazio Isabella Rauti, moglie del sindaco Gianni Alemanno e il conduttore tv Flavio Insinna. Anche l’assessore regionale al Bilancio Stefano Cetica ha fatto la sua parte, nel reparto che preparava le porzioni da servire ai bisognosi. Il pranzo si è concluso con un brindisi e con l’arrivo di Babbo Natale che ha portato regali per grandi e piccini

«Quest’anno abbiamo un ministro che è stato fondatore della Comunità di Sant’Egidio, fortemente radicata a Roma e nella regione». Lo ha detto la presidente della Regione Lazio Renata Polverini che ha partecipato al pranzo di Sant’Egidio nella basilica di Santa Maria in Trastevere a Roma. «Siamo qui per il secondo anno consecutivo per dare un messaggio – ha spiegato – non siamo presenti solo come istituzioni ma come persone in un momento difficile in cui bisogna ritrovare la speranza. Abbiamo intensificato la nostra attività con Sant’Egidio sviluppando progetti importanti e ringrazio il ministro per quello che fa perchè il suo impegno dimostra una intenzione forte da parte del governo». Polverini ha infine stigmatizzato gli episodi di razzismo e xenofobia delle ultime settimane: «Credo che la nostra presenza forte e unita dimostri come non siamo disponibili a lasciare spazio all’estremismo. Dobbiamo dire con forza – ha concluso la presidente – che noi non siamo da quella parte, siamo con quelli che dicono che le persone sono tutte uguali: respingiamo ogni razzismo».

«Dobbiamo farci tutti una promessa: prendiamo forza perchè tutti insieme possiamo creare speranza. La società deve partire dalla solidarietà, dai valori e dalla persona umana». Lo ha detto il sindaco di Roma Gianni Alemanno che ha partecipato al pranzo di Sant’Egidio nella basilica di Santa Maria in Trastevere a Roma. «La solidarietà – ha proseguito – sarà sempre necessaria e sarà sempre necessario guardare con grande attenzione a tutte le persone che hanno bisogno. Oggi ci sono tante mense e tanti punti di incontro: Sant’Egidio è quello più storico e ‘classicò. Oggi la città mostra il suo volto migliore». Alemanno si è poi soffermato sul problema della nuova povertà: «Ci sono le famiglie che non arrivano a fine mese – ha aggiunto – l’impoverimento legato alla crisi, chi perde il suo lavoro e chi semplicemente non ce la fa con ciò che guadagna. Sono persone che vanno aiutate superando il loro naturale pudore. Questa chiesa oggi è bellissima, ogni tavolo è fantastico con diverse persone e culture, un bellissimo segnale di speranza». In merito infine agli episodi di xenofobia delle ultime settimane, il sindaco ha detto: «Abbiamo visto fatti bruttissimi, in particolare sul web, dove vediamo siti razzisti attaccare la Comunità ebraica e creare discriminazione e odio. È un pericolo sempre presente, sul quale non dobbiamo abbassare la guardia – ha concluso Alemanno – non c’è spazio per chi semina l’odio».

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