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BATTISTA: MINZOLINI, UN RINVIO A GIUDIZIO COSTOSO E SENZA SENSO

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Rinviare a giudizio Augusto Minzolini per aver sostituito Tiziana Ferrario da conduttrice del Tg1, dopo 28 anni di presenza dietro lo schermo, per Pierluigi Battista è una procedura costosa per i cittadini che pagano le tasse e, sul merito, senza senso. Perché, se non è compito del direttore decidere su queste cose, di chi è il compito? “Quanto costa alla collettività – si chiede Battista sul Corriere della sera – il rinvio a giudizio di Augusto Minzolini, secondo l`accusa reo, da direttore del Tgi, di «abuso d`ufficio» per aver deciso l`avvicendamento dopo alcuni lustri di una giornalista dalla conduzione del telegiornale?

Quante carte, scartoffie, atti, convocazioni, spese di cancelleria, onorari per i legali, permessi, timbri, bolli, marchi, rinvii, attese, lungaggini – si chiede Battista – non per un brutale licenziamento, non per un attentato ai diritti inalienabili dei lavoratori, ma perché un direttore di un giornale decide di distribuire il lavoro in un certo modo nella sua redazione? Che poi magari sarà pure un modo sbagliato, chissà. Però magari un`altra parte della redazione avrà considerato sbagliato pure che per tanti anni, malgrado tutti i discorsi sul rinnovamento e sul male fatto dall`immobilismo, una stessa persona abbia occupato un posizione che, se procrastinata fino all`eternità, può persino apparire come un`opportunità sottratta ad altri colleghi, magari più giovani, e addirittura meritevoli.

Ma insomma, sbotta Battista, sarà pur diritto di un direttore scegliere di mettere una notizia in prima pagina o no? Oppure è abuso d`ufficio stabilire la lunghezza di un articolo anche se l`estensore lo vorrebbe più visibile? E può essere sottoposto a giudizio, con un certo esborso delle casse pubbliche, la scelta di un capo di organizzare al meglio le forze di cui dispone?

Perché – continua Battista – dovrebbe essere un organo giudiziario a stabilire quanti, minuti di video siano riservati a un giornalista e quanti eventualmente negati ad altri? Come se il momento della decisione fosse un reato da perseguire, addirittura un «abuso d`ufficio». Intanto la parola alle carte bollate, monumento imperituro dell`ennesima perdita di tempo. E di denaro pubblico.

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