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BCE | DRAGHI ABBASSA IL TASSO CONTRO IL VOLERE DELLA GERMANIA

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Mario Draghi, presidente della Banca centrale europea, ha abbassato il tasso d’interesse di riferimento (quello praticato alle banche che chiedono prestiti alla Bce) portandolo allo 0,25 per cento allo scopo di dare fiato all’economia dell’Unione Europea. Ma, come spiega Danilo Taino sul Corriere della sera, la Germania non è per niente contenta della decisione. “L`economia tedesca – scrive Taino – non aveva bisogno della riduzione del tasso d`interesse deciso ieri dalla Banca centrale europea (Bce). I grandi investitori internazionali ne sono convinti e prevedono che le tensioni non possano che crescere attorno a Mario Draghi e agli uomini che devono fissare una politica monetaria unica valida per tutti i 17 Paesi dell`eurozona.

“E’ «troppo espansiva per la Germania», ha scritto in un`analisi dei giorni scorsi Bridgewater, il maggiore hedge fund del mondo: ora che il tasso d`interesse è stato tagliato al minimo storico dello 0,25%, l`affermazione è tanto più sostenibile. «Nonostante per ora ci siano solo segni limitati di surriscaldamento nell`economia tedesca – è scritto nel report – è probabile che le pressioni aumentino nel tempo via via che la Bce continua a condurre una politica monetaria accomodante. Mentre queste pressioni aumentano, una divergenza d`opinioni può crescere tra i responsabili politici tedeschi e la Bce».

La questione – scrive Taino – è abbastanza semplice e conferma timori che esistono da tempo sulla difficoltà di avere un tasso d`interesse centrale unico per economie che vanno in direzioni diverse. La Germania ha completamente recuperato i livelli precedenti la crisi del 2008: «i prezzi degli asset sono alti, il tasso di disoccupazione è ai minimi di 3o anni, l`economia opera al di sopra del proprio potenziale e le pressioni a ridurre l`indebitamento sono minime», nota Bridgewater. In queste condizioni, Berlino avrebbe bisogno di tassi d`interesse un po` più alti: ma, viste le condizioni ben diverse del resto dell`eurozona, Draghi ha dovuto dare anche ai tedeschi tassi più bassi.

La divergenza di attività economica tra la Germania e il resto dell`eurozona è ai massimi da quando l`euro è nato, nota l`hedge fund. Il Prodotto interno lordo reale tedesco è del 2,5% sopra ai massimi raggiunti prima della crisi, mentre nel resto dell`eurozona è sotto del 5%. Inoltre, la produzione industriale della Germania è vicina ai massimi precrisi, quella degli altri è ai livelli di metà anni Novanta. Il tasso di disoccupazione tedesco è vicino al 5%, quello del resto dell`area euro va verso il 15%. Per la prima volta in vent`anni, in Germania crescono i prezzi delle case, mentre nella maggior parte degli altri Paesi gli immobili hanno perso il 15% rispetto ai massimi e diminuiscono ancora.

La Borsa di Francoforte è circa il 20% più alta del picco precrisi, l`aggregato dei listini degli altri Paesi dell`euro è quasi il 4o% sotto. E, come si sa, le bolle – immobiliari o di Borsa – ai tedeschi non piacciono e funzionari della Bundesbank, la banca centrale tedesca, hanno già messo in molta evidenza questi rischi nei giorni scorsi.

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