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BERLUSCONI | GUZZANTI: DA SINISTRA LA GUERRA CIVILE MENTALE

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Paolo Guzzanti sul Giornale interviene per difendere Berlusconi attaccato pesantemente da chi, accusandolo addirittura di antisemitismo, non fa altro che cercare applausi a sinistra. Riportiamo appena un pezzetto dell’articolo di Guzzanti, che andrebbe però letto interamente, per le notizie e le considerazioni che contiene, sul Giornale di carta o digitale.

“Quel che ha detto Berlusconi – scrive Guzzanti – nel nuovo libro di Bruno Vespa riferendo della sensazione dei suoi figli che dicono di sentirsi «come dovevano sentirsi le famiglie ebree durante il regime di Hitler» sta diventando, come era ovvio prevedere, materia di attacchi pesanti e esercitazioni derisorie. Vorrei provare a capire e storicizzare questa affermazione. Il paragone che l`ex presidente del Consiglio riferisce è quel sentimento di messa al bando che precede l`espulsione e la distruzione. Credo che tutti farebbero bene a riflettere sull`elemento inoppugnabile di questo paragone apparentemente temerario: quello della guerra civile mentale degli ultimi decenni che fa seguito all`altra guerra civile dei tempi acuminati della guerra fredda.

“E poi, della vera guerra civile che seguì la guerra mondiale scatenata da Hitler nel 1939 dopo essersi assicurato l`amicizia profonda e l`alleanza attiva dell`Unione Sovietica di Stalin con cui si sarebbe spartito sia la Polonia che molti ebrei. A chi si scandalizza oggi a sinistra ricorderemo che l`Armata Rossa e l`Nkvd (antenato del Kgb) consegnavano sul legno cigolante del ponte di Brest Litovsk agli impermeabili neri della Gestapo nazista i rifugiati ebrei”. Il resto sul Giornale.

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