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Bindi: “Senza modifiche non voterò l’Italicum”

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    Rosy Bindi

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    Lo afferma a Repubblica Rosy Bindi. “Senza modifiche non voterò l’Italicum. E se venisse messa la fiducia, cosa che ritengo incostituzionale, non parteciperei neppure a quel voto”.  “Non so se si può usare la parola spaccatura – spiega Bindi -, ma le posizioni in direzione sono state chiare e nette. Renzi ha posto un aut aut sull’Italicum che la prima volta fu scritto sotto dettatura del Patto del Nazareno. Poi ce lo siamo trovato modificato, e non in qualche dettaglio. Ora che siamo rimasti solo noi a votarlo, peraltro in un perimetro ristretto, che non e’ neppure quello di tutta la maggioranza di governo – sottolinea -, è davvero incomprensibile che non si cerchi l’unita’ del Pd”. “Se Renzi voleva dividerci – aggiunge – , in questa direzione si e’ ritrovato con una opposizione compatta”.

    “A me – spiega Bindi – sta a cuore che il premio di maggioranza non sia solo alla lista ma sia alla coalizione” perchè “in questo momento politico dobbiamo fare una legge elettorale che aiuti la ricostituzione dei campi politici alternativi tra di loro. Con il premio alla coalizione questo e’ possibile, sia per il centrodestra che per il centrosinistra”. “Se cosi’ non sara’ – prosegue -, andremo verso il partito unico della nazione, che avra’ nella sola Camera una maggioranza “pigliatutto” di 340 deputati e avra’ intorno 4 o 5 mini partiti in lotta tra di loro. E’ la fine del bipolarismo nel nostro paese”. “Quello che mi indigna di piu’ – fa sapere – e’ che si dica che questa e’ una legge di cambiamento. In realta’ e’ il ritorno al passato, nella palude della Prima Repubblica”.

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