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CHIESA | UNA DONNA CARDINALE? SANTA SEDE: SOLO TEORIE

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Gian Guido Vecchi sul Corriere della sera riferisce oggi del dibattito che sarebbe in corso nella chiesa cattolica sulla possibilità che una donna sia nominata cardinale. Così il Corriere: “Si chiamava Teodolfo Mertel e fu creato cardinale da Pio IX il 15 marzo 1858. Se oggi lo si ricorda è perché non era un sacerdote ma un avvocato e un giurista, l`ultimo porporato laico della Chiesa. Si racconta che Paolo VI avesse meditato di fare lo stesso con il filosofo Jacques Maritain. Perché in fondo non si trattava di cambiare la dottrina, il cardinalato non è un ordine ma un titolo onorifico: bastava modificare il codice che dal 1917 ha introdotto l`obbligo che i cardinali fossero preti o vescovi.

“La stessa modifica – scrive Vecchi – che “in teoria permetterebbe a una donna, senza bisogno del sacerdozio femminile, di entrare nel Collegio cardinalizio. Se può essere cardinale un laico non sacerdote, può esserlo anche una donna: pare che già lo stesso Montini, come poi Giovanni Paolo II, avesse pensato a Madre Teresa di Calcutta. Ieri il quotidiano britannico The Sunday Times ha lanciato un`altra candidatura meno nota, la teologa irlandese Linda Hogan, 49 anni, sposata nonché docente al Trinity College di Dublino: potrebbe essere lei, scriveva, la prima «lady in red» del Vaticano. Il nome è ripreso da una «rosa» proposta su Facebook a fine settembre dal gesuita americano James Keenan e rilanciata dal Washington Post: oltre alla Hogan, faceva i nomi di suor Teresa Okure, teologa nigeriana, e di Maryanne Loughry, religiosa al vertice del Jesuit Refugee Service in Australia.

In Vaticano, peraltro, riferisce Vecchi, si spiega che la questione in sé è solo «un dibattito teorico» e «non è realistico né fondato» immaginare nomine al concistoro di febbraio.

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