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Conte anticipa: “proroga stato di emergenza sino a fine 2020”

Una democrazia europea non può sospendere ad libitum le libertà costituzionali, costringendo una società già allo stremo economicamente, socialmente e, diciamocelo, anche psicologicamente, in casa per altri sei mesi o forse sette. C’è da chiedersi quale combinazione di interessi che poco o nulla hanno a che vedere con la tutela della salute si nasconda dietro questa ulteriore forzatura della Costituzione.
Ma può uno “stato di emergenza” diventare semi permanente? Possono le ordinarie attività del sistema sanitario essere rinviate sine die mentre le persone patiscono di malattie che, pur diverse dal Covid, possono essere altrettanto mortali? E come si spiega tutto ciò alla luce delle ripetute chiusure dei famosi Covid hospital, da tutti invocati come la panacea di tutti i mali e ora divenuti costosi dinosauri spiaggiati.
Chiunque abbia un po’ di sale in zucca deve interrogarsi profondamente su quanto sta accadendo in questo paese, quando la tanto declamata adesione al principio di precuazione di questo governo si sbriciola di fronte al problema dei voli dall’estero e dei contagi di ritorno.
Non si può più dire “ci ha preso alla sprovvista”, perché il blocco di tutti i voli, con triangolazione o meno, da paesi dove l’infezione non è stata contenuta è una misura talmente ovvia che stupisce il fatto che si sia adottata solo dopo il caso dei bengalesi a Roma.
E oltre al Bangladesh l’epidemia ruggisce in USA, in Brasile, in Russia ed in molti paesi dell’ex Patto di Varsavia.
In Italia non esiste una norma costituzionale che disciplini lo stato di emergenza (solo lo stato di guerra trova una disciplina di quel rango) sebbene si possano trovare appigli indiretti negli artt.16 e 32 in relazione a tematiche di tipo sanitario. La fonte esistente è una semplice legge ordinaria, la 225/1992, che prevede una durata massima di 180 giorni più una sola proroga di ulteriori 180 giorni. Questa norma è stata modificata nel 2018 con un decreto legislativo, raddoppiandone in sostanza la durata.
In pratica in Italia uno “stato di emergenza” decretato in via esecutiva può durare fino a due anni.
Questo è il limite della nostra libertà ed è bene che tutti lo sappiano

CB