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CORRUZIONE | NIENTE LEGGE SEVERINO, I DIRETTORI NON SONO DIRIGENTI

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Sergio Rizzo ha scoperto che, per lo stato italiano, i direttori non sono dirigenti e racconta il paradosso ai lettori del Corriere della sera. Rizzo scrive di “una norma sulle incompatibilità dei politici e degli amministratori pubblici contenuta in uno dei tanti decreti attuativi della legge anticorruzione che prende il nome dell`ex Guardasigilli Paola Severino.

Questo provvedimento – ricorda Rizzo – fissa in dettaglio tutti i casi in cui è vietato sovrapporre certi incarichi. Per esempio, chi sta al governo nazionale non può amministrare enti e società a controllo pubblico. Allo stesso modo, a chi ricopre incarichi governativi a livello locale è inibita l`amministrazione di società locali. Ancora, chi guida una società pubblica non può fare consulenze per la stessa società. Idem per i dirigenti del servizio sanitario, con incompatibilità che arrivano fino
alle parentele di secondo grado.

Ma – avverte Rizzo – c`è di più: i dirigenti della pubblica amministrazione sono incompatibili sia con incarichi di natura politica sia con quelli nelle società controllate dal loro ministero e negli «organi di indirizzo» delle stesse amministrazioni. Più
chiaro di così…

Tutte queste norme – ricorda Rizzo – hanno visto la luce l`8 aprile del 2013 , mentre la politica italiana era in piena fibrillazione dopo le elezioni di febbraio che nessuno aveva vinto. Evidentemente non si badò con attenzione al fatto che l`applicazione automatica di quel provvedimento avrebbe potuto causare una piccola strage nel governo dì Mario Monti, che d`altra parte era ormai al capolinea.

(…) Ecco allora spuntare in piena estate, durante la discussione in Parlamento del decreto legge cosiddetto «del fare», un emendamento che manda la palla in tribuna. Testuale: «In sede di prima applicazione del decreto legislativo 8 aprile 2013, n. 39, gli incarichi conferiti e i contratti stipulati prima della data di entrata in vigore del medesimo decreto (il 19 aprile, ndr) non hanno effetto come causa di incompatibilità fino alla scadenza già stabilita per i medesimi incarichi e contratti». I divieti, insomma, varranno soltanto a partire dal prossimo giro.

Nel Paese dove le leggi fatte dal Parlamento non si applicano ma si interpretano, afferma Rizzo, era dunque inevitabile, dopo un decreto legislativo nel quale si definisce con precisione certosina il perimetro del provvedimento, che arrivasse anche una circolare firmata dal capo dell`Ufficio legislativo delle Finanze. Data: 24 ottobre 2013, a un anno di distanza dalla
legge Severino e sei mesi dal successivo decreto. Ma che cosa c`è scritto? Semplicissimo. Che non solo i direttori delle agenzie fiscali, ma anche i loro vice, sono pienamente compatibili con l`incarico di presidente o componente dei comitati di gestione delle stesse agenzie. E ciò non perché quei comitati non siano «organi di indirizzo», né in virtù della sanatoria temporanea introdotta la scorsa estate per i contratti in essere. Bensì per un`altra ragione: «Le funzioni del direttore non sembrano inquadrabili fra gli incarichi dirigenziali ma piuttosto fra gli incarichi amministrativi di vertice», al pari di «quelli svolti dai vice direttori». E siccome la legge parla di «incarichi dirigenziali», loro non ne sono minimamente sfiorati.

 

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