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Crisi, Alemanno: “Governo vuole tagliare 34 province” Zingaretti: “Macelleria sociale” Polverini: “Manovra pesante ma necessaria”

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Il sindaco di Roma Gianni Alemanno, intervenendo telefonicamente a «Cortina InConTra» ha annunciato «che è intenzione del Governo tagliare 34 province, e accorpare i comuni sotto i mille abitanti che sono circa 1.500».

«Usiamo la terminologia esatta: la manovra proposta dal Governo nei confronti degli Enti locali è una vera e propria macelleria sociale. Gli Enti locali sono in prima fila per fornire servizi alle fasce più bisognose della popolazione». Lo dichiara in una nota il presidente della Provincia di Roma, Nicola Zingaretti. «Questi stanziamenti sono stati già ridotti all’osso e ridurli ancora, peraltro con percentuali elevatissime, significa scardinare quasi completamente qualsiasi intervento sociale nei confronti dei più deboli. Tutto ciò è inaccettabile, quindi sarà necessario mobilitarsi in tutti i modi contro questa iniqua manovra del Governo delle destre Bossi-Berlusconi che colpisce come al solito i più deboli e i più bisognosi», conclude Zingaretti.

«Siamo di fronte ad una manovra necessaria ma pesante per le Regioni, che già erano state chiamate a fare grandi sacrifici da altri due precedenti interventi del Governo sui bilanci 2010 e 2011. Aver escluso la sanità dai nuovi tagli è un primo passo avanti verso una ripartizione dei sacrifici più equa, anche se la manovra è ancora insostenibile, perchè manca tutta la parte, indispensabile, per lo sviluppo dell’economia». È quanto dichiara la presidente della Regione Lazio, Renata Polverini. «Mi sembra, comunque, che una volta stabilito il perimetro delle risorse che servono per bloccare la speculazione e mettere in sicurezza i conti dello Stato, ci possano essere margini, da parte del Governo e del Parlamento, per evitare un impatto devastante sui settori più sensibili, a partire dal sociale. In questo senso le Regioni si sono impegnate ad avanzare proposte serie e concrete, a partire dalla riduzione dei costi politica, senza immaginare però, almeno per quanto mi riguarda, fughe in avanti, come l’accorpamento delle Regioni, che rappresenterebbe la negazione del federalismo», conclude.

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