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Degrado in città, Codacons: “Azione legale contro il Comune”. Chip nelle bottiglie di plastica

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foto romadailynews

Un’azione legale contro il Comune di Roma a causa del degrado cittadino per ottenere 1,5 miliardi di euro di risarcimento danni, cioè 1000 euro a residente. È quanto ha presentato questa mattina il Codacons con una azione collettiva da promuovere contro il Campidoglio. «Ci sono due delibere del Comune, una del 2005 e una del 2008, che hanno identificato i quartieri degradati della città e ha anche ottenuto 50 milioni di euro dall’Europa per il recupero – spiega Carlo Rienzi, presidente del Codacons – In pratica il Comune dice che ci sono cittadini che vivono in una zona degradata, ha preso parecchi soldi per questo ma non ha tolto il degrado. I cittadini si sono stufati: il Comune deve capire che non sono più disposti a ingoiare il rospo. Per questo i romani possono andare sul sito del Codacons e, iscrivendosi come socio aggregato, possono avviare una azione risarcitoria. Credo che le probabilità di vincere siano altissime perchè lo stesso Comune identifica le aree degradate. Dal 2005 al 2008 queste sono aumentate. Dal 2008 a oggi sono le stesse. Vogliamo le Olimpiadi a Roma ma solo se la città non abbia aree di degrado. Per questo faremo una azione presso il Comitato olimpico internazionale. Se c’è degrado non devono essere date le Olimpiadi a Roma».

Alcuni chip messi nelle bottiglie di plastica da riciclare. Così, con la tracciabilità informatica, il Codacons punta a vedere dove vengono smaltiti i rifiuti di plastica a Roma. È il progetto presentato dall’associazione di consumatori durante una conferenza stampa organizzata nella sede di viale Mazzini. «Abbiamo comprato alcuni chip che inseriremo nelle bottiglie di plastica. Ne metteremo diversi nei cassonetti della città. Secondo quanto previsto dovrebbero arrivare tutti all’impianto di Rocca Cencia. Li seguiremo grazie alle rilevazioni gps che ci saranno inviate automaticamente dai chip via sms. Vedremo dove andranno a finire. Se non ci sarà il corretto smaltimento ci sarebbero numerosi reati contestati, compresa la truffa aggravata», spiega Carlo Rienzi, presidente del Codacons. «Per 30 giorni – aggiunge – riusciamo a monitorare i rifiuti per capire se anche la plastica viene raccolta una volta a settimana».

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