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Esplosione San Basilio, Marino (Pd): “Lesioni analoghe a quelle delle vittime di guerra. Medici Pertini aggrediti dagli amici della vittima”

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I feriti nell’esplosione dell’ appartamento la scorsa notte a Roma causata da fuochi d’ artificio presentano lesioni analoghe a quelle delle vittime di guerra. A dirlo è il presidente della Commissione parlamentare d’inchiesta sulla Sanità, il senatore del Pd Ignazio Marino, che è andato nei due ospedali romani dove si trovano alcuni dei feriti. Il più grave è una bambina di quattro anni ricoverata al Bambino Gesù. «I chirurghi stanno ricostruendo l’arteria omerale del braccio sinistro – spiega Marino che è a sua volta un chirurgo -. È un lavoro molto delicato: bisogna prelevare una vena dalla gamba della bambina per sostituire il tratto andato perduto nel braccio per l’esplosione». La bambina resta in prognosi riservata riferisce Marino «perchè in casi del genere sono possibili molte complicanze», ma si spera di salvare la funzionalità dell’arto. Il senatore è andato anche all’ospedale Sandro Pertini, dove si trovano un ragazzo di 13 anni con varie ferite di schegge al corpo e al viso e un uomo di 33 anni «con il corpo devastato dalle ustioni e da molteplici ferite da scheggia», sostiene Marino. «Si tratta di ferite come quelle provocate da una bomba, come in guerra – afferma il senatore del Pd -. Le schegge entrano nel corpo e si portano appresso frammenti di vestiti, il che vuol dire batteri». «30 anni fa a Capodanno al Policlinico Gemelli di Roma amputai la mano ad un ferito da botti – ricorda Marino -. Un terzo di secolo dopo è intollerabile che capiti ancora. I botti sono strumenti pericolosi e vanno vietati: se non lo fanno tutti i sindaci lo faccia il governo a livello nazionale».

Alcuni medici e infermieri dell’Ospedale Sandro Pertini di Roma hanno subito la notte scorsa un tentativo di aggressione da parte dei familiari e amici di Cristian Cataldi, l’uomo morto nell’esplosione causata dai fuochi d’artificio che stava maneggiando in un appartamento a San Basilio. Lo rende noto il presidente della commissione parlamentare di inchiesta sulla Sanità Ignazio Marino, che oggi pomeriggio è andato al Pertini per informarsi sulle condizioni di alcuni feriti nell’incidente. «Voglio esprimere la mia solidarietà ai medici e agli infermieri che hanno subito un tentativo di aggressione quando hanno comunicato la notizia della morte dell’uomo – dice Marino -. La mia solidarietà va a tutto il personale sanitario che in Italia lavora per la nostra salute, spesso in condizioni difficili».

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