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FISCO | DIPENDENTI RICCHI COME GLI IMPRENDITORI? SI’, COME I POLLI DI TRILUSSA

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Per fortuna c’è Dario di Vico a chiarire, almeno ai lettori del Corriere della sera, quanto siano fuorvianti i dati, pur veri, diffusi dal Ministero dell’economia e delle finanze sulle dichiarazioni dei redditi dei cittadini italiani, da cui risulterebbe che i dipendenti guadagnerebbero in media più dei datori di lavoro. E Di Vico cita i soliti polli di Trilussa per spiegare che le statistiche, se non vengono spiegate, possono diffondere idee assolutamente infondate.

Secondo l`ultima analisi diffusa dal dipartimento delle Finanze del ministero dell`Economia nel 2012, gli italiani con reddito da lavoro dipendente prevalente hanno dichiarato 20.680 euro, mentre i soggetti con reddito d`impresa prevalente si sono fermati a un valore medio di 20.469 euro. Se fosse proprio così – scrive Di Vico – saremmo di fronte a una mostruosità, a una clamorosa differenza di trattamento (…). Ma messi da parte lo sconcerto e l`indignazione del primo momento proviamo a capirne di più e a sottolineare i limiti di un`operazione di comunicazione che suona maldestra.

In questi cinque anni di grande crisi – scrive Di Vico – i lavoratori dipendenti non hanno avuto aumenti della paga significativi ma sono rimasti sostanzialmente sui livelli (nominali) di prima. Ma “all`appello statistico manca chi il lavoro lo ha perso e chi lo ha cercato ma non lo ha trovato, se il calcolo fosse allargato a loro i risultati cambierebbero. Il reddito medio degli imprenditori, invece, risente moltissimo degli anni della recessione. (…) Moltissime aziende hanno chiuso nell`annus horribilis 2012, molte altre hanno visto ridursi drasticamente il loro fatturato e i loro utili e quindi sono andate a influenzare pesantemente la media creando un paragone che, per quanto detto, risulta asimmetrico.

“Per farla breve – dice Di Vico – mentre i redditi dei dipendenti sembrano, da questi dati, poco influenzati dalla crisi, i risultati di impresa lo sono stati moltissimo. (…) Se invece di sommare tutte le aziende circoscriviamo l`analisi agli imprenditori «sani» che hanno avuto un reddito positivo la media schizza dai 20 mila euro ai 40 mila, una cifra decisamente più credibile e doppia rispetto a quella dei lavoratori dipendenti”.

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