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Fiumicino, lavoratori Argol si incatenano al Terminal 1

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Quattro lavoratori della società Argol assieme ad un sindacalista del Cub Trasporti e al senatore dell’Italia dei Valori, Stefano Pedica, si sono incatenati per protesta alle 13.30 ad una balaustra che delimita l’incanalamento dei passeggeri ai controlli di sicurezza del terminal 1. «Sostengo la protesta dei 76 lavoratori della Argol – ha detto il senatore Pedica – Ho già chiesto al ministero Fornero che lunedì 23 gennaio, assieme ai lavoratori di Treninotte, possa essere ricevuta anche una delegazione dei lavoratori della Argol in modo che sia affrontata anche la loro situazione». Il gesto sta richiamando la curiosità di molti passeggeri in transito al terminal. I lavoratori hanno in mano alcuni cartelli con scritto: «Clausola sociale? Sì grazie», «Altri 76 lavoratori licenziati! È questo lo sviluppo dell’aeroporto di Fiumicino?». Ed infine: «Licenziato dall’1 febbraio 2012: anche io vittima della macelleria Cai». «Siamo pronti ad andare avanti nella protesta ad oltranza e a intraprendere anche lo sciopero della fame» ha annunciato Salvatore, 46 anni, da 18 anni in azienda, uno dei lavoratori dell’Argol che si è incatenato. «È l’unico modo che ci resta – fa eco Fabio Frati, della Cub Trasporti – per protestare contro l’ennesimo atto di macelleria sociale messo in campo da Cai che, non contenta di aver mandato a casa diecimila lavoratori, continua nell’espulsione dei lavoratori e nel non rispetto delle leggi e delle prassi vigenti in aeroporto. Si espellono lavoratori di età media 50 anni – conclude Frati – per rimpiazzarli con precari sottopagati e sottocosto». Per controllare la situazione, ci sono funzionari della polizia.

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