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Frosinone, Guardia di Finanza scopre truffa da 45 mln: coivolte due cooperative editoriali locali

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Il Nucleo di Polizia Tributaria della guardia di finanza di Frosinone ha scoperto un ingente danno erariale per oltre 45 milioni di euro per indebito accesso ai contributi all’Editoria. Coivolte due cooperative editoriali locali. Il notevole danno erariale, causato alla Presidenza del Consiglio – Dipartimento per l’Informazione e l’Editoria -, è stato realizzato, secondo le Fiamme gialle, operando una vera e propria truffa nei confronti dell’autorità deputata al rilascio delle provvidenze. Già da tempo lo specifico e delicato settore era all’attenzione della Guardia di Finanza e della Corte dei Conti. La guardia di finanza, dopo un’accurata indagine di natura contabile, ha acquisito copiosa documentazione di notevole interesse, procedendo, altres, all’audizione di numerose persone informate sui fatti, tra cui tutti i Capi pro tempore del Dipartimento per l’Editoria di Palazzo Chigi. L’esame della documentazione ha consentito di dimostrare come il marchingegno abbia defraudato le casse erariali, determinando un danno alle stesse per più di 45 milioni di euro. Il lavoro dei militari del Nucleo di Polizia Tributaria di Frosinone, coordinati dal Comando Provinciale, ha permesso di deferire alla Corte dei Conti, Procura Regionale Lazio, i responsabili che, sostanzialmente, hanno percepito indebitamente i milionari contributi. È stato segnalato anche alla magistratura contabile capitolina il cosiddetto danno ‘all’immagine’.

Secondo l’indagine della guardia di finanza la truffa è stata realizzata costituendo cooperative editoriali, articolate su due società, di cui all’epoca dei fatti erano amministratori due ultra ottantenni, semplici prestanome, anche loro segnalati alla Corte dei Conti. L’indagine ha evidenziato che la truffa si basava sulla rappresentazione di una fittizio assetto societario, attraverso ‘prestanomè. Inoltre il soggetto a cui erano di fatto riconducibili le cooperative editoriali, secondo quanto accertato dai finanzieri, «ha attraverso artifizi e raggiri, che si sono sostanziati nel presentare alla Presidenza del Consiglio dei Ministri delle attestazioni palesemente false, chiesto l’accesso ai contributi per l’editoria». L’effettivo proprietario, sostanzialmente, ha fatto ricorso ai benefici della legge 250/90 con due societ… diverse mentre in realt… esse sarebbero, di fatto, un’unica impresa. Tutto ciò ha consentito, eludendo le norme, «di incassare il doppio di quanto spettasse».

L’editore di Frosinone accusato di aver indebitamente incassato quarantacinque milioni di provvidenze attraverso una megatruffa ai danni della Presidenza del Consiglio dei ministri, ha anche operato, come accertato dalle fiamme gialle, unitamente a propri congiunti, sui conti correnti nei quali erano stati versati i contributi erogati per l’Editoria. I finanzieri hanno documentato come l’editore, in qualità di ‘dominus’ delle due compagini e unico referente di tutti i soggetti formalmente investiti di cariche sociali, abbia gestito concretamente l’operato delle due società editrici. Secondo quanto accertato dalle indagini, l’editore, deferito alla Corte dei Conti, ha scelto gli ‘amministratorì,ritenuti dagli investigatori teste di legno di fatto svuotate di qualsiasi potere decisionale, ha stabilito le modalità d’impiego delle risorse finanziarie delle due società e in un’occasione «è addirittura intervenuto personalmente presso alti livelli istituzionali per difendere i propri interessi economici connessi all’attività editoriale delle due società sopra citate»

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