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GLOBALIZZAZIONE, NO GRAZIE, NEL MONDO TIRA ARIA DI AUTARCHIA

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I dati parlano chiaro: il mondo, almeno quello occidentale, sta divorziando dalla globalizzazione e, se non è ancora autarchia, poco ci manca. François Lenglet ha raccolto tutti i sintomi in un libro che Simone Paliaga ha recensito su Libero.

Apple – riferisce Paliaga – decide di rilocalizzare dalla Corea una fabbrica di computer in Texas. General Electric dalla Cina rimpatria le aziende nel Kentucky. E lo stesso fanno Caterpillar, Ford e ET Water Systems. Come se non bastasse gli Usa hanno raggiunto l`autonomia energetica per non sovvenzionare le petro-monarchie arabe. Nella stessa direzione si muove la Renault in Francia. La Germania, dal canto suo, abbatte il costo del lavoro per evitare che i suoi imprenditori rincorrano i sogni della delocalizzazione e mettano a dieta l`industria domestica… Insomma, meglio produrre in casa!

Secondo uno studio del Boston Consulting Group, il 37% delle imprese, il cui giro d`affari supera il miliardo di dollari, si accinge a rimpatriare una parte della produzione. Segno dei tempi che bussano alla porta: gli Stati Uniti, dal 2010, tramite queste politiche di rimpatrio della filiera hanno creato 300mila nuovi posti di lavoro e il New York Times non ha esitato a tuonare che «la rinazionalizzazione è un fenomeno mondiale».

A indagare questo fenomeno arriva nelle librerie francesi, e si spera a breve in quelle italiane, La fin de la mondialisation (Fayard, pp. 262, euro 15) del giornalista economico François Lenglet. Insomma, dice Paliaga, mentre in Italia si inseguono le sirene della globalizzazione e ci si prostra ai diktat del Fondo monetario internazionale, al di là delle Alpi si pensa già agli scenari futuri. E non solo con i libri, visto che alcune aziende francesi hanno avviato una riterritorializzazione della propria filiera produttiva.

Ma non basta. A optare per un ritorno entro i propri confini non è (solo) l`industria pesante. Anche la finanza, un tempo cosmopolita, si piega a questa tendenza. Nell’articolo vengono poi citati una serie di dati che confortano la tesi della fine, o quasi, della globalizzazione. Chi vuole saperne di più, non ha che da acquistare Libero di carta o digitale o, anche, il libro di Lenglet, per ora solo nell’edizione francese.

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