RomaDailyNews - Il sito di informazione di Roma

Inter-Lazio finita come cominciata: 0-0

Più informazioni su

Inter-Lazio finita come cominciata: 0-0 –

Quando i portieri si chiamano Strakosha e Handanovic, quando i difensori centrali si chiamano Ranocchia e De Vrij, come può finire una partita? Come era cominciata, zero a zero. Un punto ciascuno per Inter e Lazio, un punto che non basta a nessuna delle due squadre per arrampicarsi in vetta.

Intendiamoci, non è che davanti sono stati con le mani in mano – beh, trattandosi di calcio bisognerebbe dire piede in piede, ma la cosa sarebbe complicata – o che hanno perso tempo a giocare a tamburello. Macché. A parte Icardi, che da tempo ha un problema di memoria, non ricorda più dove sta la porta e se non gli mettono il pallone fermo tra i piedi non sa più dove trovarne uno da prendere a calci, a parte Icardi si sono tutti dati un gran daffare. Hanno corso, hanno combattuto, hanno dato l’anima, ma non c’è stato niente da fare.

Simone Inzaghi

Simone Inzaghi

Sarà che le difese hanno imparato meglio degli altri reparti come si gioca oggi, sarà che se a correre sono i calciatori di entrambe le squadre, nessuna delle due riesce a arrivare sotto la porta avversaria in maggioranza numerica, sarà quel che vi pare, ma oggi né la Lazio né l’Inter possono farsi una colpa di non aver segnato neanche un gol. Possono soltanto vantarsi di non averne presi.

I laziali hanno dato tutto quel che avevano nelle gambe e nella testa, compreso Bastos che ha imparato a non distrarsi più, anzi ha provato pure a segnare un gol, senza riuscirci. Radu ha avuto qualche problema, è apparso in ritardo in qualche occasione. Lulic s’è ammazzato di lavoro finché è stato in campo, onorando la fascia di capitano. Poi, più morto che vivo, è stato sostituito da Lukaku.

Tutti bravi, dunque, i biancazzurri. Lucas Leiva non ha sbagliato un colpo, Parolo non lo fermi nemmeno sparandogli, Milinkovic Savic, che si è lamentato di ricevere poche palle giocabili, ma era difficile accontentarlo, è stato sostituito da Nani a pochi minuti dal fischio finale. Nani non ha fatto miracoli, ma ci ha provato. Immobile e Luis Alberto, sostituito poi da Felipe Anderson, hanno fatto il possibile, ma c’era poco da inventare.

Due parole per Ranocchia, colpito e affondato dal compagno Gagliardini, non nuovo a imprese simili. Quando i telecronisti stavano per annunciare il funerale, è resuscitato salvando ancora il pareggio, evitando a Handanovic di mostrare una volta di più le sue doti naturali.

Il rigore dato da Rocchi e bocciato dal Var ha un po’ deluso i biancazzurri, che però quando vedranno a casa le immagini potranno constatare che il Var stavolta non li ha penalizzati. Skriniar, spesso troppo deciso nei suoi interventi, nell’occasione è risultato innocente: il pallone ha colpito il suo piede e, rimbalzando, ha urtato un suo braccio. Non era rigore.

La Lazio rimane lì, ha preso un punto fuori casa come la Roma, che lo ha racimolato all’Olimpico. La prima metà del campionato è archiviata, si parte per la corsa finale.

Bruno Cossàr

Più informazioni su