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La Lazio si smentisce, perde anche contro un grande Napoli

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KEITA

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Ci eravamo abituati alle prestazioni sorprendenti della Lazio contro le grandi squadre, e le figuracce rimediate contro le squadrette. Oggi la Lazio si è clamorosamente smentita, perdendo malamente contro una grande, in questo momento la più grande essendo in testa alla classifica. Per la verità, il Napoli non è parso irresistibile, salvo in Higuain, con una difesa un po’ traballante, salvo in Koulibaly, proprio per questo fatto oggetto di una serie ininterrotta di buh dai cretini presenti nella curva biancazzurra. Del resto, sono proprio i napoletani ad aver rivelato al mondo che la mamma dei cretini è sempre incinta, e stasera se ne è avuta la conferma.

Adesso la Lazio rischia una punizione per quei buh, perché la federazione italiana e quelle internazionali ci vanno giù dure con i cori razzisti. Ma anche stasera il razzismo non c’entrava niente. Il motivo è semplice: in campo erano presenti quattro negri, tre della Lazio (Onazi, Konko e Keita) e uno del Napoli. Se quei cretini fossero stati razzisti, avrebbero urlato buh anche contro i tre laziali (di cui due, Konko e Onazi, un po’ se lo sarebbero meritato per come hanno giocato, o non hanno giocato). E invece no, tutti i buh li hanno riservati a Koulibaly, proprio perché ha giocato una partita splendida, il migliore dei napoletani insieme a Higuain.

Certo, se gli urlatori fossero stati meno cretini, o meno nemici della loro squadra, a Koulibaly invece di buh avrebbero potuto urlare tante altre cose, e gli esempi di insulti, che evito di suggerire per rispetto dei lettori, non mancano certo nel vocabolario dei tifosi. Ma anche il peggior insulto non ha mai conseguenze disciplinari per la squadra di casa, o per quella a cui sono devoti gli urlatori. Qualsiasi insulto, ma non buh. E i buh, siamo onesti, oggi se li sarebbero meritati non solo i tre abbronzati della Lazio, ma anche molti loro compagni visi pallidi.

Che volete fare, l’Italia non è la patria del fairplay e non si può pretenderlo da tifosi delusi dalle prestazioni altalenanti di una squadra che in campo anche oggi ha mandato solo tre italiani: Marchetti, Parolo e Candreva, quest’ultimo sostituito per infortunio da Keita, l’unico a darsi da fare in modo decente in attacco senza far rimpiangere il romano che fino a quel momento era stato il miglior biancazzurro. Poi è entrato Mauri al posto di Klose, e in campo sono tornati a essere tre i connazionali. Del resto, anche il Napoli non può essere tacciato di nazionalismo, visto che in campo ha spedito solo Maggio e Insigne – sostituito poi da Mertens – con qualche minuto regalato a Gabbiadini entrato al posto di Higuain. Ecco, questo è l’unica vittoria della Lazio: 3 a 2 gli italiani in campo.

Ard

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