La Lazio sommerge il Milan del non-gioco: 4-1

La Lazio sommerge il Milan del non-gioco: 4-1 –

La Lazio gioca a memoria, tutti i calciatori sanno quel che devono fare e lo fanno. Il Milan, al contrario, attacca a casaccio, difende peggio, con incertezze non da serie A, chi ha il pallone tra i piedi non sa a chi darlo, e chi lo riceve non sa che farsene. E così è finita con la Lazio che ha letteralmente sommerso il Milan con una valanga di gol, che solo la presenza di Donnarumma tra i pali rossoneri a evitato che fossero ancora di più.

Il Milan ha tentato di reagire solo quando Montella ha fatto entrare Calhanoglu e Kalinic, setguiti dopo un po’ dal redivivo Bonaventura. E a segnare il gol della bandiera s’è incaricato Montolivo, che durante la gara ha fatto il suo dovere, ma non è mai riuscito a comandare il gioco, compito anche di Biglia che, per niente emozionato dai fischi, ha sprecato passaggi a compagni distratti.

CIRO IMMOBILE

CIRO IMMOBILE

Dunque, tre gol di Ciro Immobile, pedatore dal piede caldissimo in questo inizio di stagione. Il primo su rigore al 38′ del primo tempo. Il secondo con una girata al volo sul cross di Lulic e palla che si infila all’angolino basso. Un capolavoro di Ciro, un capolavoro di Lulic. Il terzo all’inizio del secondo tempo, al 3′, con perfetto assist di Parolo e perfetto tiro di Ciro.

Altri due minuti, e arriva il quarto gol. Immobile potrebbe tentare di ferire di nuovo Donnarumma, ma vede Luis Alberto in posizione migliore e gli regala un pallone che il compagno butta alle spalle del portierone milanista.

Entrano Calhanoglu per Cutrone e Kalinic per Borini e il Milan comincia finalmente a giocare. Passano pochi secondi e Montolivo raccoglie un passaggio di Calhanoglu e costringe Strakosha a inchinarsi dentro la porta per raccogliere il pallone.

Il Milan attacca, attacca, ma la Lazio si difende bene, con ordine. L’arrembaggio rossonero non incrina il muro dei biancoazzurri, che regge a tutti gli urti, soprattutto ai tentativi di Kalinic. Lulic viene sostituito da Lukaku e Radu, preda dei crampi, da Luiz Felipe, con Bonaventura che prende il posto di uno spento Suso. Peccato quel rosso, doppio giallo, il secondo non meritato, che impedirà a Parolo di giocare nel prossimo turno. Inzaghi voleva sostituirlo, ma i crampi di Radu lo hanno costretto a lasciarlo in campo.

P.S. Due parole per Kessié, un milanista che ha brillato nella partita per i pasticci che ha creato. Bene, Kessié si pronuncia Kessié, non Kessì come pronunciano quei telecronisti e commentatori che hanno studiato francese nelle scuole per corrispondenza.

Arrigo d’Armiento