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Lavoratori Alcoa protestano sotto il Ministero dello Sviluppo Economico. Scontri con la polizia. Bruciata bandiera italiana. Passera: “Massimo impegno”

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I lavoratori dell’Alcoa, arrivati dalla Sardegna, sono in sit-in davanti al ministero dello Sviluppo economico di Via Veneto. Tra i lavoratori c’è tensione: gettano petardi, battono incessantemente gli elmetti da lavoro a terra, intonano cori di protesta e sventolano striscioni contro la multinazionale dell’alluminio («Toia – amministratore delegato di Alcoa Italia – hai tradito la terra madre»). Il corteo di 350 operati dello stabilimento di Portovesme (Sulcis Iglesiente) è giunto davanti al Ministero dello Sviluppo economico dopo essere passato per Via Bissolati e Via Barberini, con l’interruzione del traffico per alcune vie del centro, che ha creato problemi anche agli automobilisti romani. I lavoratori intendono seguire il tavolo sulla vertenza al ministero, facendo sentire la loro protesta. «Ci stanno chiudendo lo stabilimento, siamo pronti a qualsiasi iniziativa possa dare risalto alla vertenza», fanno sapere i lavoratori di Portovesme, aggiungendo «chiediamo di lavorare». Un operaio, Sandro P. (52 anni), sottolinea: «Ricordiamoci che si tratta di una zona con il più alto tasso di disoccupazione in Italia». Un altro lavoratore, Nicola Barca (26 anni), alla domanda se tra gli operai ci fosse molta tensione risponde: «Non è ancora niente, dipenderà dall’esito dell’incontro».

Alcuni manifestanti, insieme alle tessere, hanno bruciato una bandiera italiana. I protagonisti del gesto sono stati subito rimproverati e insultati dagli altri manifestanti. Scontri, con bastonate, manganellate e lancio di oggetti e anche di un petardo, tra i manifestanti e le forze di polizia che presidiano l’ingresso di via molise del ministero dello sviluppo economico.

Alcoa «è tra le vertenze su cui c’è il massimo impegno del ministero, del sottosegretario De Vincenti e mio personale. Come governo stiamo facendo il massimo per facilitare le trattative, ma tutti sappiamo bene che non è garantito il risultato, perchè ci muoviamo in un settore molto difficile». Lo ha detto il ministro Corrado Passera.

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