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Lazio, 1-0 al Palermo, ma che fatica!

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La Lazio ha sconfitto il Palermo per 1-0, ma ha faticato fin troppo contro i padroni di casa rosanero, giunti alla settima sconfitta interna. Merito del Palermo, giusto, un Palermo che non si è mai arresto, ha combattuto fino all’ultimo calcio, col coltello tra i denti, rimasto vittima di un po’ di confusione nel difendere la porta dal blitz di Milinkovic Savic, sempre pronto a buttarla dentro, un vero rapinatore d’area di rigore.

La differenza tecnica in campo, però, s’è vista e non si capisce come i laziali non siano riusciti a concretizzarla mettendo in berta un bottino appena un po’ più ricco, tanto da uscire dal campo con meno patemi. L’aggressività rosanero, la sua voglia di riscattare le troppe partite buttate via, spiegano le ragioni dei siciliani, non spiegano le incertezze, le approssimazioni dei biancazzurri quando si trovano a pochi metri dal portiere avversario.

Sarà stato l’orario infelice dell’inizio della partita, un orario che fa bene ai network televisivi ma che fa male ai calciatori, costretti a spostare pericolosamente i ritmi digestivi; sarà stato il campo mezzo assolato e mezzo in ombra, che a quell’ora però danneggia entrambe le squadre; sarà chissà, ma tanta fatica nell’aver ragione dei rosanero si spiega forse soltanto con una troppo scarsa abitudine a tirare in porta, anche da lontano, perdendo troppo tempo a cercare l’azione perfetta.

Non bisogna, riconosciamolo, essere tuttavia troppo severi contro questa Lazio, giunta al nono risultato utile consecutivo, a pochi punti dalla capolista, dal Milan e sopra alla Roma. Simone Inzaghi sta dimostrando di ottenere risultati miracolosi con una squadra che nessuno a inizio campionato vedeva veleggiare così in alto. E la fortuna, si sa, aiuta i coraggiosi come lui, che non ne sbaglia una, che partecipa quasi come il dodicesimo giocatore in campo, anzi fuori campo quando, come gli è successo oggi, per eccesso di partecipazione non invade il terreno di gioco.

Non esita a buttare in campo al momento giusto anche i giovani talenti del vivaio, come ha fatto oggi con Lombardi, che ha costretto Gonzalez a procurarsi un cartellino rosso. La Lazio forse ha capito che i talenti di casa vanno valorizzati, non certo gettati nel cestino tra gli svincolati senza speranza, come per troppi anni ha fatto, rovinando ragazzi e rinunciando a investimenti produttivi.

E adesso? Sognare non è proibito, ma serve a poco. Serve di più continuare fino all’ultimo a giocare, a combattere con convinzione, divertendosi e facendo divertire i tifosi, che da anni si divertivano sempre meno.

Ard

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