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Lazio assente, il Napoli vince facile: 0-3

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Lazio assente, il Napoli vince facile: 0-3 –

Lazio assente, proprio assente, non pervenuta per tutto il primo tempo e per buona parte della ripresa. E il Napoli non ha dovuto faticare troppo per rifilare 3 gol all’incolpevole Strakosha.

Cominciamo dalla difesa biancazzurra. Wallace per tutta la partita ha mostrato di faticare a rimanere in piedi. Basta e Bastos non si sono mai capiti, nonostante i nomi simili, vengono da due paesi diversi e parlano lingue diverse. L’unica cosa che hanno saputo dirsi, fino a quando Inzaghi non si è deciso a cacciarli dal campo, è stata la solita: Prendila tu, no prendila tu. Se la sono detta a gesti, non conoscendo l’esperanto.

Il centrocampo non ha sbagliato niente, perché è difficile sbagliare quando non si tocca mai palla. C’è poco da fare, senza Biglia la Lazio non esiste, non ha idee. E quando gliene viene in mente una, è regolarmente un’idea sbagliata. Murgia come sostituto di Biglia è improponibile. Per carità, è giovane e, tra qualche anno, due, tre, cinque, riuscirà nell’intento. Parolo più che cercare il pallone cercava lo sguardo di Ventura, sperava che il c.t. si accorgesse di lui. Ma Parolo, quando Biglia rientrerà, tornerà al suo posto e darà filo da torcere agli avversari.

Milinkovic-Savic ha dato come sempre l’anima, ma quando la squadra non gira il suo impegno risulta velleitario.

Felipe Anderson e Ciro Immobile hanno fatto, ognuno per conto proprio, quel che hanno potuto. E quando l’uno aveva bisogno dell’appoggio dell’altro, l’altro era sempre da un’altra parte.

L’ingresso di Hoedt e di Patric hanno dato un po’ di sicurezza in difesa e un po’ di vivacità nelle ripartenze. E Keita ha mostrato ancora una volta che l’attacco ha sempre bisogno di lui, uno che non si ferma mai, che sa saltare l’avversario, che sa far impazzire i difensori e che è capace, addirittura, di passare la palla ai compagni.

E sono arrivati così quei dieci minuti, forse 15, che hanno messo un po’ di strizza ai napoletani. Al 71′ Keita in area tocca per Lukaku, destro svirgolato, Insigne sulla linea salva il tiro a porta vuota di Patric. Questa l’unica azione che ha messo in pericolo la porta di Reina. Un po’ poco per sognare di raggiungere il pareggio.

Due parole anche per l’arbitro. Irrati ha fischiato pochissimo, ma quel pochissimo è stato un po’ troppo per i laziali, puniti dal fischietto numero uno per falli fatti e anche per falli subìti. Senza, tuttavia, influire minimamente sul risultato.

Adesso la Lazio vede allontanarsi il Napoli che, con sette punti di distacco, spegne i sogni biancazzurri  di partecipare alla Champions. Con un punto di vantaggio sull’Atalanta, non sono però compromesse le possibilità di rimanere al quarto posto per poter accedere alla Europa League. E poi, c’è ancora da disputare la finale con la Juventus per alzare al cielo la Coppa Italia. (Ard)

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