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Lazio, prima rischia poi straripa: 6-2

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Lazio, prima rischia poi straripa: 6-2 –

Ha rischiato di brutto la Lazio nel primo tempo, e nel secondo ha cominciato peggio, andando in svantaggio con un Benevento in dieci uomini ma con molta voglia di combattere, di non arrendersi alla superiorità di numero e tecnica dei biancocelesti, apparsi un po’ pigri, troppo sicuri di vincere per mettersi d’impegno a battere i giallorossi.

Un primo tempo con una Lazio buonista (ma è più corretto dire bonista, perché sulla o non cade l’accento) con Immobile che regala, urtando la palla col braccio, un prezioso calcio di punizione. E qui il regalo è di Strakosha, che si porta chissà perché sul secondo palo, regalando letteralmente il primo a Cataldi, il quale non può fare a meno di trasformare tirando proprio lì. Cataldi poi chiede scusa alla curva Nord, e sembra dire: Non volevo segnare alla mia ex squadra, ma Strakosha m’ha costretto.

E così il Benevento ha raggiunto il pareggio con la Lazio, andata in vantaggio quattro minuti prima con un gran tiro di Immobile e in vantaggio di uomini dopo l’uscita folle di Puggioni, che ha respinto con le mani fuori area, guadagnandosi il rosso.

L’1-1 a Inzaghi non andava per niente bene, e nel secondo tempo ha fatto entrare Caicedo al posto di Bastos, che aveva giocato bene, ma c’era bisogno di mettere qualcuno a fianco di Immobile e quattro difensori erano troppi contro un avversario in dieci.

Ma Caicedo non basta. Al 7’ del secondo tempo c’è un altro ex laziale, Lombardi, a punire gli ex compagni. Beffa Patric, che calcola male la velocità dell’avversario, consentendogli di passare un perfetto assist a Guilherme che infila Strakosha.

Sull’1-2 la Lazio decide di svegliarsi. Ci pensa il nuovo entrato Caicedo. Luis Alberto si inventa un pallonetto perfetto a saltare la difesa per servire in area di rigore Caicedo: il centravanti ecuadoriano controlla e con un sinistro a fil di palo realizza il 2-2.

I tifosi biancazzurri tirano un primo sospiro di sollievo, ma pretendono di più. Ci pensa De Vrij a accontentarli. Su angolo dalla destra di Luis Alberto, De Vrij colpisce di testa sul secondo palo e batte Brignoli per il nuovo vantaggio laziale.

Un gol decisivo, che ridà fiato ai laziali e lo spegne nei polmoni degli avversari, ormai stanchi e demoralizzati. Passano due minuti e Immobile chiude il conto. Brignoli sbaglia il rinvio, servendo involontariamente Immobile: il centravanti laziale recupera palla, entra in area di rigore e di destro non sbaglia.

Les jeux sont faits, non c’è più storia all’Olimpico. Ma c’è spazio per altri due gol. Nani sostituisce Immobile, che Inzaghi vuole risparmiare per la prossima partita, e Milinkovic Savic torna in campo dopo la pausa per infortunio e prende il posto di Parolo.

E arrivano gli altri due gol. Sugli sviluppi d’un calcio d’angolo dalla sinistra, Patric serve al centro Lucas Leiva: controllo al limite dell’area e destro perfetto che si insacca sul secondo palo. Ormai Lucas Leiva ci ha preso gusto, appena può un gol lo fa.

E il sesto gol laziale arriva su un rigore un po’ generoso concesso da Calvarese. Lancio in avanti di Lucas Leiva, Nani cade in un contrasto con Costa. E Luis Alberto dagli undici metri non perdona.

Cala la tela su una partita che è risultata più complicata del previsto per la Lazio, ma i tre punti sono preziosi per continuare a combattere per conquistare un posto in Champions League. E due punti recuperati sulla Roma non sono una notizia da non festeggiare.

Arrigo d’Armiento

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