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Lazio stanca e ingenua salvata da Immobile

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Lazio stanca e ingenua salvata da Immobile –

Mamma mia, che paura fino all’ultimo secondo! Ci voleva un guizzo di Immobile per salvare una Lazio mai vista così stanca e così ingenua.

Sulla stanchezza c’è poco da dire: Inzaghi non ha a disposizione una rosa di calciatori sufficiente a affrontare due partite a settimana. Lo sapevano tutti, adesso lo sanno anche a Cagliari.

CIRO IMMOBILE

CIRO IMMOBILE

Sull’ingenuità qualche cosa si può fare. Basta spiegare a Strakosha che il primo compito del portiere non è quello di parare ma quello di parlare. C’è una elle di differenza, arriverà mai a capire la differenza? E a Luiz Felipe bisogna spiegare che quando si va a calciare un pallone per evitare che finisca tra i piedi dell’attaccante avversario, bisogna prendersela col pallone, non coll’avversario. Se non se n’accorge l’arbitro, se n’accorge il Var.

La partita è cominciata subito male, s’è visto subito che la Lazio rispondeva con stanchezza all’aggressività cagliaritana. E così al 25’ del primo tempo succede il patatrac. Un cross capita sulla testa di Han che colpisce verso Strakosha che devia verso la traversa. Il pallone rimbalza sulla testa di Pavoletti, che in quel momento pensava a tutt’altro, e finisce in rete.

Passano dieci minuti, e avviene il miracolo inatteso da entrambe le squadre. Tiro da fermo di Luis Alberto verso Leiva battuto sul tempo da Ceppitelli che ha così l’onore involontario di battere Cragno e di dare già che c’era una capocciata al laziale, costretto a indossare una specie di turbante per il resto della partita.

Da qui in poi, stessa musica. Il Cagliari attacca, aggredisce con tutti i suoi giocatori, e la Lazio che non ce la fa a reagire come dovrebbe. Si arriva così al rigore, prima ignorato dall’arbitro Guida e poi segnalato dal solito Var, che alla Lazio non ne perdona una, anzi la punisce anche quando non se lo merita.

Felipe Anderson e Milinkovic Savic entrano al posto di Lukaku e di Parolo. Al 74’ la scena incredibile di Strakosha e Luiz Felipe che si fanno i complimenti: la prendo io, no lasciala a me, forse volevano dire senza aprire bocca (Strakosha non ci riuscirebbe nemmeno se volesse, impegnato come è sempre a masticare una razione da cavallo di gomma americana). E mentre Strakosha fa il gesto di chinarsi con troppa calma per prendere il pallone, arriva sempre stancamente Luiz Felipe per fare la stessa cosa coi piedi, ma vede all’improvviso spuntargli alle spalle il fantasma di Pavoletti. Invece di dare un calcio al pallone, visto che Strakosha non ci pensa proprio a prenderlo, mette il corpo e le gambe davanti a Pavoletti atterrandolo in area.

Guida decide che non è successo niente, il Var lo sgrida invitandolo a guardare la tv. E lì è tutto chiaro: è rigore. E Barella non sbaglia. Strano questo Var, ha ben visto il rigore regalato dal duo Strakosha-Luiz Felipe e non ha nemmeno guardato quello su Immobile, atterrato da un sandwich rossoblù in area cagliaritana. C’è o non c’è lo sgambetto? Ce n’è uno o ce ne sono due? O c’è un’ostruzione? Non lo sapremo mai, se il Var non ce lo dice. Una volta si diceva: è rigore quando l’arbitro fischia. Adesso si dice: è rigore quando il Var lo vede.

La partita sembra finita, la Lazio con i suoi sterili tentativi di attacco non impensierisce Cragno. Nel frattempo è entrato Nani per sostituire De Vrij, che non è apparso in tutta la partita il vero De Vrij che conosciamo. Stanco, forse più dei compagni. Ma Nani, messo lì come ultima speranza da Inzaghi, che cosa è sceso in campo a fare? Non prende palla, quando la prende la perde o la regala agli avversari. Non indovina mai una partita.

E si arriva all’ultimo minuto dei cinque di recupero concessi dall’arbitro. E arriva il capolavoro di Immobile, che invano ci aveva provato durante i precedenti 94. Felipe Anderson crossa un perfetto assist per Ciro che con un pallonetto calciato di tacco supera il cranio di Cragno un po’ troppo avanti rispetto ai pali. E il palo, contro il quale il portiere finisce, lo punisce per la sua unica distrazione in tutta la partita. Ma Immobile, che tiro, che pallonetto, che tacco, che prodezza!

Bene, un punticino a casa la Lazio lo porta. Un po’ poco, ma meglio di niente. Adesso bisogna pensare a Kiev.

Bruno Cossàr

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