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Lazio, un po’ di paura e poi dilaga: 5-2 al Verona

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MATRI E CATALDI

MATRI E CATALDI

Due squadre svogliate, stanche, con il Verona che prova a muoversi all’inizio della partita senza combinare nulla, subito imitata dalla Lazio che sembra ancora una volta preda della paura di volare, tutti stanchi e svogliati, voja de giocà sarteme addosso. All’ultimo minuto del primo tempo finalmente Matri dà la carica con un gol capolavoro su passaggio preciso di Cataldi. Gollini non arriva a intercettarlo per un centimetro o poco più e il pallone se ne va tranquillo dentro la porta.

Sbloccato il risultato, si sbloccano anche le due squadre. Nel secondo tempo l’Hellas Verona cerca di reagire, preme, ma trova una Lazio che ormai s’è svegliata. Ci pensa Mauri a mettere il sigillo del 2-0 dimostrando ancora una volta quanto valgono i vecchietti: corrono un po’ meno, ma si trovano sempre al punto giusto. Poi è Felipe Anderson, finalmente, a segnare il gol che sembra mettere fine alla partita. Ma non è così.

Il Verona si decide a reagire, proprio mentre la difesa della Lazio ha un ritorno di sonno. E così l’ex romanista Greco accorcia le distanze su punizione, con Marchetti che vede troppo tardi dove è diretta la palla. Ci pensa Toni a mettere la tremarella ai biancazzurri, con un gol di rapina facilitato dal sonno dei rapinati. Sul 3-2 la partita sembra proprio riaperta, ma la Lazio ancora una volta decide di svegliarsi. E lo fa con Keita e poi con un rigore di Candreva, per un fallo subito da Lulic in area.

Sul 5-2 c’è poco da discutere, se non perdere tempo a sottilizzare se il successo è dovuto a una squadra finalmente con la voglia di vincere, oppure se è dovuto alla rassegnazione dei veronesi, che non sembrano credere più alla possibilità di raggiungere la salvezza.

Ard

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