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LEGGE ELETTORALE | D’ALIMONTE: PREMIO AL 40% E BALLOTTAGGIO

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Maria Antonietta Calabrò ha intervistato per il Corriere della sera il politologo Roberto d’Alimonte, vicino a Matteo Renzi, sulla possibile riforma del sistema elettorale. Questa la proposta di D’Alimonte: «Una riforma che metta in grado i cittadini di decidere chi governa e che costringa chi governa a rispondere direttamente ai cittadini, senza alcun alibi. Questo obiettivo si può realizzare con sistemi elettorali diversi. In questa fase il più semplice, secondo me, e il più efficace è il doppio turno di lista (cioè di coalizione) con un premio di maggioranza concesso solo a chi arriva almeno al 40% dei voti (e non a chiunque prenda un voto in più, come accade oggi).

«Questa soglia – aggiunge D’Alimonte –  può essere anche più alta: il 45 o anche il 50%. La novità più importante da introdurre è però che, se nessuno arriva al 40% (o al 45 o al 50%) i due partiti o le due coalizioni più votate vanno al ballottaggio. E di conseguenza, al secondo turno, il premio si assegna a chi ha il 50% più uno dei voti. E’ un modo molto semplice ed efficace per assicurare che ci sia un vincitore e che il vincitore possa governare. Così si garantisce chiarezza dell`esito del voto, bipolarismo e alternanza».

«Si tratta – aggiunge D’Alimonte – di un sistema elettorale che incide sulla forma di governo senza modificare la Costituzione. E’ il modello che più si avvicina a quello con cui eleggiamo i sindaci. Introduce non formalmente, ma di fatto, l`elezione diretta del primo ministro. Pensate a un ballottaggio tra Renzi e Alfano o Fitto. Il vincitore avrà non solo una legittimazione popolare diretta, ma anche la maggioranza assoluta dei seggi in Parlamento».

La Calabrò ricorda a D’Alimonte che c`è un problema: il sistema elettorale del Senato con il premio di maggioranza su base regionale. Così risponde D’Alimonte: «Sì. Una follia a cui in tanti anni non si è posto rimedio. Una cosa, però, si può fare subito. Si può introdurre anche a Palazzo Madama il premio di maggioranza a livello nazionale al posto della lotteria dei 17 premi regionali che c`è ora. E usare delle circoscrizioni più piccole per poi decidere se introdurre o meno il voto di preferenza. Se dovessi scegliere tra liste corte bloccate e voto di preferenza (due sistemi che permettono un maggiore rapporto tra elettore ed eletto) la mia idea è che la preferenza sia peggio, ma so che questo è impopolare.».

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