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Mahmood vince Sanremo 2019

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Boom di fischi a Sanremo 2019. Al secondo e terzo posto Ultimo e Il Volo. Bellissimo duetto di Eros Ramazzotti e Baglioni in “Adesso tu”. Le pagelle –

È un Claudio Baglioni tutto bianco (dal papillon in giù) quello che apre la serata finale del 69° Festival di Sanremo. Insieme a Virginia Raffaele e Claudio Bisio ha condotto le cinque serate dello show, tra ospiti a volte poco super, sketch non sempre divertenti e ventiquattro cantanti in gara che ci vuole una serata solo per elencare titoli, autori e cantanti.

Spazio a Eros Ramazzotti per il momento più alto della finale. Canta il suo ultimo singolo “Vita ce n’è”, poi duetta con Baglioni sulle note di “Adesso tu” e con Luis Fonsi in “Per le strade una canzone”. Passano gli anni ed è sempre un interprete con la “i” maiuscola. Tocca quindi a Elisa con un paio di esibizioni, delle quali la seconda insieme al direttore artistico per ricordare il capolavoro “Vedrai vedrai” di Luigi Tenco.

Quando viene svelata la classifica parziale, il pubblico dell’Ariston esplode in un boato di fischi. E in effetti la situazione è tragicomica, con tre posti sul podio di cui oggettivamente uno solo meritato. Vince Mahmood, seguito da Ultimo e dal trio de Il Volo. Da non crederci.

Numerosi gli altri premi, come nelle precedenti edizioni. Premi della critica “Mia Martini” della sala stampa Ariston Roof e “Lucio Dalla” della sala stampa radio-tv-web a Daniele Silvestri, che vince anche il Premio “Sergio Bardotti” per il miglior testo. Premi “Sergio Endrigo” per la migliore interpretazione e “Giancarlo Bigazzi” per la miglior composizione musicale a Simone Cristicchi. Premio TIM Music a Ultimo.

Ecco le pagelle (in ordine di esibizione) delle canzoni in gara quest’anno.

Daniele SilvestriArgento vivo. Sta seduto dietro un banco e, come un bravo scolaretto all’interrogazione, canta preciso e sicuro. La sua canzone è una delle poche che rendono meglio live che registrate. Non ce la ricorderemo, ma sul palco lascia il segno. Voto: 8

Anna TatangeloLe nostre anime di notte. Una giovane veterana del palcoscenico che ha tecnica vocale e presenza scenica invidiabili. Porta un pezzo ai confini tra dolce e sdolcinato, difficile da memorizzare e a tratti melenso. Si emoziona sul finale e le scende una lacrima. Voto: 6

Ghemon Rose viola. Comincia la fiera della stonatura. Peccato che non siamo a La Corrida. Il rapper quasi sconosciuto non ne becca una giusta. E non solo le note, perché indossa una palandrana arancione fluo che neanche alle feste di Carnevale delle elementari. Voto: 3

Negrita I ragazzi stanno bene. Di questa canzone ricorderemo solo la fortitudine, perché è una di quelle parole del dizionario che si sentono pronunciare una volta ogni svariati anni. Il frontman è intonato e, pur con una vocalità poco estesa, abbastanza preciso. Voto: 6

Ultimo I tuoi particolari. Ha impacchettato un’esibizione da podio, tra pianoforte, luci soffuse, colori dal pianissimo al fortissimo. Supera con grinta quasi tutti gli ostacoli, anche se spinge un po’ troppo con il fiato. La canzone è molto piacevole e d’effetto. Voto: 9

Nek Mi farò trovare pronto. Si è fatto trovare pronto con una canzone identica a molte sue precedenti, anzi semmai con testo e melodia meno interessanti. L’esibizione si salva solo per la sua grande esperienza che ne limita gli errori. Voto: 4

Loredana Bertè Cosa ti aspetti da me. La più brava sul palco dell’Ariston. Il suo timbro mette l’acceleratore su una melodia già di per sé incisiva. La potenza vocale fa il resto, arricchendo un’esibizione che viene coronata dalla standing ovation del pubblico. Voto: 10

Francesco RengaAspetto che torni. Professione concorrente di Sanremo. Sa calcare quel palco, ma non risparmia imprecisioni grossolane. La canzone non ha elementi di novità rispetto al suo repertorio tipico. Insomma, una performance da metà classifica. Voto: 5

Mahmood Soldi. Per un problema tecnico, appena comincia a cantare si sente la musica ma non la voce. Che in ogni caso è falsata dall’autotune e, quando deve intonare un ritornello melodico, mostra tutti i suoi limiti. Gli piacerebbe essere Ghali. Voto: 2

Ex-Otago Solo una canzone. Poco grintosi, anzi fin troppo rilassati. Magari semplicemente annoiati da una canzone che concilia il sonno. Le imprecisioni si susseguono e la canzone finisce senza lasciare il segno. Voto: 4

Il Volo Musica che resta. Un volo low cost su cui ti vendono gratta e vinci di dubbio successo e “gustosissime” ciabatte farcite. Che ha invece le pretese di essere la first class di un Londra-New York. La melodia, già sentita, non fa venire voglia di riascoltarla. Voto: 3

Paola Turci L’ultimo ostacolo. Brava e intonata, mette insieme esperienza e capacità e si esibisce in maniera quasi impeccabile. Peccato per la canzone poco orecchiabile, che è un forte deterrente per la scalata della classifica. Voto: 7

Zen Circus L’amore è una dittatura. Rock sul palco di Sanremo per una canzone molto particolare con un testo su cui vale la pena soffermarsi. Peccato che il frontman si sia fatto prendere dall’enfasi del momento e non abbia azzeccato una singola nota. Voto: 5

Patty Pravo con Briga Un po’ come la vita. L’avatar di Patty Pravo che duetta con l’ennesimo rapper. L’effetto complessivo è poco credibile. La canzone, molto lenta, non ha particolari elementi distintivi. Voto: 4

Arisa Mi sento bene. Un’Arisa più movimentata del solito. Che non si risparmia e mette a dura prova voce e fiato, che alla fine cedono. La canzone è piacevolmente nuova, benché non del tutto al passo con i tempi. Voto: 6

Irama La ragazza con il cuore di latta. Carina l’idea di cominciare con la delicatezza delle note di un carillon. Poi arrivano le stonature, inarrestabili e fastidiose. La stessa canzone, registrata, è tutta un’altra cosa e vale molto di più. Voto: 5

Achille Lauro Rolls Royce. È l’artista più chiacchierato di questo Festival. Sbiascica strofe di parole quasi senza senso. Eppure il ritornello non te lo togli più dalla testa. E gli va riconosciuto di aver unito la trap al rock ‘n’ roll. Voto: 7

Nino D’Angelo e Livio Cori Un’altra luce. Un’altra lagna. Bisogna alzare il volume del televisore per riuscire a sentirla e, comunque, il testo rimane quasi del tutto incomprensibile. La melodia è fatta di semplici accordi su cui si intrecciano, un po’ a casaccio, le due voci. Voto: 1

Federica Carta e Shade Senza farlo apposta. Una canzone da teenager, non particolarmente impegnata o impegnativa, ma senz’altro ben costruita. I due ragazzi fanno bene il loro mestiere, lui rappa, lei dimostra buona tecnica vocale. Promossi con piena sufficienza. Voto: 7

Simone Cristicchi Abbi cura di me. Non è certo la tipica canzone sanremese, bensì una poesia intonata a mezza voce. Con una melodia leggera, impreziosita dall’assolo di violoncello. L’effetto complessivo è molto bello. Voto: 8

Enrico Nigiotti Nonno Hollywood. Può sembrare un pezzo nostalgico, ma è invece attualissimo. La voce è controllata e segue la melodia senza eccessi e con buona intonazione. Il testo sembra la descrizione di una fotografia. Voto: 9

Boomdabash Per un milione. Neanche loro sanno come mai sono finiti su quel palco. La canzone è insensata e non basta il ritmo animato per renderla interessante. A questo va aggiunto che le voci dei due cantanti sono tutto fuorché a fuoco. Voto: 2

Einar Parole nuove. Ha voglia di fare, ma non basta. La voce è poco particolare, la canzone molto banale. Il testo dice “riscriverò l’amore con parole nuove”. Se sono quelle di questo pezzo, meglio premere ctrl+z. Voto: 1

Motta Dov’è l’Italia. Una volta c’erano il panettone, la Girella e il Maxibon. Poi è arrivato lui, un indie sul palco più nazionalpopolare d’Italia. Con una canzone inutilmente urlata nei ritornelli, oltre che spesso stonata. Voto: 3

Qui invece la classifica completa della 69a edizione del Festival.

1) Mahmood

2) Ultimo

3) Il Volo

4) Loredana Bertè

5) Simone Cristicchi

6) Daniele Silvestri

7) Irama

8) Arisa

9) Achille Lauro

10) Enrico Nigiotti

11) Boomdabash

12) Ghemon

13) Ex-Otago

14) Motta

15) Francesco Renga

16) Paola Turci

17) Zen Circus

18) Federica Carta e Shade

19) Nek

20) Negrita

21) Patty Pravo con Briga

22) Anna Tatangelo

23) Einar

24) Nino d’Angelo e Livio Cori

Gianluca Basciu

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