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Morena, ragazzo ucciso. Testimone: “Si teneva il petto e diceva ‘Oddio mi hanno sparato'”

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foto ansa

«Saranno state le dieci quasi spaccate, eravamo seduti ai tavolini, abbiamo sentito gli spari e dopo è arrivato Eduardo che si teneva il petto e diceva ‘Oddio mi hanno sparato, chiamate mia madre, mi sento male’, poi è caduto per terra lì davanti a noi». È la testimonianza di un ventitreenne che, come la vittima, lavora saltuariamente come fattorino nella stessa pizzeria di Eduardo Sforna, il diciottenne ucciso ieri davanti allo stesso locale a Morena. La vittima, secondo la prima ricostruzione, era seduta davanti a uno dei due ingressi della pizzeria, al primo piano del centro commerciale Campo Romano, quando i killer sono arrivati e gli hanno sparato. Sforna, dopo essere stato colpito al petto, ha fatto pochi metri verso l’altro ingresso del locale, sul retro, dove si trovavano diverse persone sedute. «Si è sollevato la maglietta e ci ha fatto vedere il buco della pallottola – racconta ancora il giovane testimone -: sembrava una ferita da fucile a pallini. Poi è caduto per terra. Abbiamo chiamato l’ambulanza e ci hanno messo 40 minuti ad arrivare da Tor Vergata, che è qua vicino». Il diciottenne è morto più tardi in ospedale. Secondo il giovane testimone, sentito per ore in caserma in nottata dai carabinieri, la vittima lavorava da appena tre giorni come fattorino per la pizzeria Jolly.

 

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