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Omicidio Prati, Alemanno: “Aspetto risposta da Maroni. Simmi non è stato protetto ma colpa non è nè dei Carabinieri nè della Polizia”

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«Sto aspettando una risposta. Da ieri la mia segreteria tempesta di telefonate la segreteria di Maroni, mi auguro che il ministro degli Interni mi risponda». Lo ha detto il sindaco di Roma Gianni Alemanno, intervenendo a Unomattina, su Raiuno, tornando sulla lettera che il primo cittadino ha scritto al ministro degli Interni Roberto Maroni per chiedere una risposta forte dello Stato contro la criminalità nella Capitale, dopo l’omicidio in strada a Prati e il sequestro di un bar davanti a Palazzo Chigi. Se invece i tagli delle risorse per la sicurezza impediranno una risposta del Viminale, «torneremo a chiedere l’intervento del presidente del Consiglio», ha aggiunto Alemanno. Alemanno ha anche spiegato che al ministro Maroni chiederà «un monitoraggio chiaro della città e che ci sia tutta la forza dello Stato a difendere Roma. L’omicidio di Prati ci fa più paura perchè si lega anche al sequestro di esercizi di proprietà della mafia, come il bar Chigi, davanti la Presidenza del Consiglio dei Ministri. Il problema di fondo – ha spiegato Alemanno – è che noi dobbiamo essere sicuri che Roma sia protetta dalla criminalità organizzata. La Capitale non può esserne terreno di conquista, come avviene in altre città del Sud, e da questo punto di vista, quello di Prati, è un reato che ha tutto il sapore di essere l’espressione di questo tipo di criminalità. Questo e la presenza costante di capitali mafiosi, sporchi che acquistano locali a Roma indicano la necessità di una risposta che però deve venire dallo Stato».

«Mi lascia veramente perplesso che» Simmi prima dell’omicidio avvenuto martedì nel quartiere Prati, a Roma, fosse già stato «gambizzato» e avesse «ricevuto delle minacce». «Eppure non è stato protetto. Non c’è stato in cinque mesi la capacità di evitare il passaggio successivo. Non ce l’ho nè con i Carabinieri, nè con la questura», precisa Alemanno, perchè dopo la gambizzazione di Simmi era stata aperta «un’inchiesta e le direttive sull’inchiesta le dava la magistratura». «Quindi – aggiunge – se c’è stato un errore, non lo so, questo non è certamente colpa nè dei Carabinieri nè della Polizia». «Perchè è successo tutto questo? Quale disattenzione? – chiede il sindaco di Roma – Non è stato un reato improvviso. O almeno, è stato improvviso per i cittadini romani, non per gli inquirenti».

«C’è un confronto molto forte con il prefetto, il questore, il comandante dei carabinieri. C’e una collaborazione strettissima. Il problema è che certe volte ho la sensazione che in termini di risorse, in termini di investimenti, la spinta dello Stato non sia adeguata alla sfida romana.Dai sindaci i cittadini si aspettano di più e i sindaci vogliono contare di più sul versante della sicurezza. A New York i sindaci controllano polizia, il sindaco a Roma, a Milano, a Napoli controlla i vigili urbani e chiede alla polizia di intervenire che è una cosa molto diversa».

Per garantire la sicurezza, «noi facciamo tutto il possibile con le nostre forze e le nostre risorse. Pensiamo, con il nuovo Patto per Roma sicura, di prevedere dei soldi per gli straordinari, per fare in modo di aiutare le forze dell’ordine. Bisogna che ci sia grande attenzione – ha aggiunto il sindaco – Noi non ci possiamo permette che Roma diventi terreno di conquista della criminalità organizzata». Parlando della sfida della sicurezza, presente nella sua campagna elettorale per diventare sindaco, il primo cittadino ha sottolineato che «in quel momento erano i cittadini romani che volevano sicurezza e tutt’ora la chiedono, non me lo sono inventato io». «La sicurezza è la prima sfida per me da quando mi sono insediato e continua ad essere il primo punto della mia agenda – ha aggiunto – Faremo il massimo sforzo. Il Comune ha qualche risorsa: cercheremo di metterla sugli straordinari».

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