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OSTELLINO: CUSTODIA CAUTELARE UNA VERGOGNA DA ABOLIRE

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Piero Ostellino sul Corriere della sera affronta il problema della necessaria riforma della custodia cautelare alla luce di quel che è successo nel mondo politico per il caso Cancellieri-Ligresti. “Forse – forse, ma non si sa quando e con quali tempi – il Parlamento discuterà la riforma dell`istituto della carcerazione in attesa di giudizio, chiamato benevolmente «custodia cautelare», un`autentica vergogna per il nostro Paese e il suo sistema giudiziario, riducendone i tempi o eliminandolo del tutto.

Dunque, scrive Ostellino, se la magistratura, come già ha fatto in passato, non vi si opporrà – perché, era stata la scandalosa motivazione, l`eventuale modificazione della custodia cautelare nuocerebbe alle indagini – l`Italia, a quasi quattro secoli dalla sua approvazione da parte del Parlamento inglese, scoprirà l`Habeas corpus e lo inserirà, per la parte relativa, nelle sue leggi. Forse (forse) la custodia cautelare non sarà più la ruota medievale con la quale certi magistrati cercano di strappare una confessione qualsiasi ai propri inquisiti per giustificare il proprio arbitrario giudizio.

La notizia – aggiunge Ostellino – è uscita, non si sa quanto casualmente, insieme a quella del ministro della Giustizia che sarebbe intervenuto per favorire la scarcerazione della signora Giulia Ligresti; che, già ammalata, «rischiava di morire in carcere». Per giorni, le prime pagine dei media hanno discusso se l`intervento della signora Cancellieri – ora assolta dal Parlamento non per aver sollevato, ancorché surrettiziamente, un problema generale di civiltà del diritto, ma ad evitare una crisi di governo – fosse, o no, legittimo.

Non un solo media – osserva Ostellino – ha scritto che un ministro della Repubblica aveva detto che di «custodia cautelare», da noi, si può (anche) morire ed era intervenuto, non ufficialmente, al telefono e a titolo personale, per evitare, come si usa nelle repubbliche delle banane, la morte di «un`amica di famiglia».

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